19 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Chi l'ha detto che il gentil sesso non sa guidare?

Torna una donna pilota in F1: Tatiana Calderon firma con la Sauber

La 23enne colombiana si unisce alla striminzita lista di pilotesse che hanno orbitato intorno al Mondiale a quattro ruote: per ora sarà attiva solo al simulatore, ma non si esclude che possa presto guidare una monoposto vera e propria

BARCELLONA – Torna una pilotessa in Formula 1. A seguire le orme delle nostre Maria Teresa de Filippis, Giovanna Amati e Lella Lombardi (che finì anche in zona punti) o, più recentemente, delle collaudatrici Susie Wolff e Maria de Villota (che proprio per colpa dei postumi di un incidente durante un test perse un occhio prima e la vita poi per emorragia cerebrale) è oggi Tatiana Calderon. Proprio nel giorno in cui al volante della Sauber ha debuttato il nostro Antonio Giovinazzi, sostituto dell'infortunato Pascal Wehrlein, il team svizzero ha infatti annunciato l'ingaggio della 23enne colombiana all'interno del suo vivaio.

Talento in rosa
Al momento non si sa ancora se la giovane sudamericana andrà ad ingrossare le striminzite fila delle rappresentanti del gentil sesso salite su una monoposto di Formula 1: per ora il suo impegno si dovrebbe limitare infatti a sessioni di allenamento professionale al simulatore e alla presenza durante i weekend dei Gran Premi, dove sarà seguita dagli ingegneri della squadra elvetica (oltre a correre nella categoria di contorno GP3, dove debuttò un anno fa). Ma lei non intende certo fermarsi qui: «Voglio imparare il più possibile per avvicinarmi al mio sogno: correre un giorno in Formula 1», ha esclamato oggi con entusiasmo a margine del suo annuncio. E la Sauber sembra intenzionata a darle una mano a coronare questo obiettivo: «Abbiamo le opportunità e le strutture per fornirle una piattaforma professionale dove sviluppare le sue conoscenze e le sue abilità in vista del futuro della sua carriera», ha promesso la team principal, anche lei al femminile, Monisha Kaltenborn.

Pari opportunità
Chissà se si tratta solo di un'operazione di marketing o se, ad esempio, la ferrarina le darà la possibilità di salire sulla sua C36 in occasione dei due giorni di test all'anno dedicati per regolamento ai giovani debuttanti. Di certo vedere di nuovo una donna nel Mondiale, confrontarsi alla pari con i colleghi maschi, sarebbe qualcosa di più di una semplice curiosità, per tutto l'ambiente delle corse. E anche noi, per quel che vale, facciamo il tifo per la piccola Tatiana.