28 febbraio 2021
Aggiornato 20:30
Nessun allarme per il Dottore dopo le prove di Phillip Island

Perché Valentino Rossi è andato così piano nei test? «Colpa dell'età»

Il team manager della Yamaha Maio Meregalli getta acqua sul fuoco dei timori di una crisi tecnica: «Alcune delle soluzioni che ha provato hanno funzionato, lui era solo stanco fisicamente a fine giornata. Non siamo preoccupati»

Valentino Rossi
Valentino Rossi Michelin

ROMA – Se Valentino Rossi ha chiuso la tre giorni di test pre-campionato di Phillip Island fuori dalle prime dieci posizioni non è stato solo perché, come ha detto lui, «abbiamo cercato delle soluzioni piuttosto diverse ma alla fine non siamo migliorati molto», ma soprattutto per motivi fisici. Nella precedente tornata di prove a Sepang a frenarlo era stato un fastidioso mal di testa, stavolta invece si sono fatte sentire le sue trentotto primavere, che ha compiuto proprio durante la seconda giornata. È quanto rivela il team manager della Yamaha, Maio Meregalli: «Vale non ci preoccupa – riporta il sito specializzato GP One – Ha provato tantissime cose e alla fine alcune hanno funzionato, lui era solo stanco fisicamente. Ha lavorato su diverse messe a punto per salvaguardare il posteriore ma alla fine ha ceduto, si è fatta sentire l’età». Nessun allarme Rossi, dunque. Perché è vero che il Dottore non diventerà più giovane da qui all'inizio del campionato, ma lo è altrettanto che la sua tenuta atletica, a stagione in corso, non verrà più messa alla prova tanto quanto in questi collaudi invernali, durante i quali è costretto a percorrere anche un centinaio di giri al giorno.

Ma la moto funziona
Al contrario, il fenomeno di Tavullia può paradossalmente trarre qualche spunto di ottimismo proprio dalle prestazioni del suo compagno di squadra Maverick Vinales, più veloce di tutti sia al giovedì che al venerdì, che ha dimostrato fino in fondo quale sia il potenziale della nuova M1. «Maverick ci ha tolto ogni peso dalle spalle – ammette Meregalli – Fin da Valencia ha dimostrato di essere veloce. La cosa impressionante è il breve arco di tempo che hai impegnato per abituarsi alla nostra moto. Su Vinales avevamo il dubbio del passo gara, dato che ci siamo sempre concentrati sul giro secco. Le simulazioni che abbiamo svolto qua in Australia ci hanno tolto ogni tipo di dubbio, in particolare per quanto riguarda la seconda parte di gara, dove abbiamo sofferto in passato». Il bilancio di questi penultimi test, visti dalla prospettiva della casa di Iwata, dunque, è almeno parzialmente positivo: «Più che altro questo è un tracciato particolare, dove ogni cosa che si prova si addice soltanto a questa pista – conclude il boss – L’unico dispiacere è il telaio: purtroppo è uno degli aspetti su cui c’è ancora un dubbio. Pensavamo di lasciare Phillip Island con una decisione invece a l’abbiamo rimandata a Losail. Ma nel complesso siamo soddisfatti, dato che siamo riusciti a essere veloci nel giro secco e anche con gomme usate».