20 agosto 2019
Aggiornato 08:00

L’orgoglio tiene il Milan in corsa per l’Europa

Tante ombre e qualche luce nel pareggio dei rossoneri in casa della Lazio. La battaglia per un posto in Coppa Uefa prosegue

MILANO - L’1-1 dello stadio Olimpico fra Lazio e Milan accontenta e scontenta più o meno entrambe le squadre. Il solito discorso del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, insomma: i laziali di Simone Inzaghi si mangiano i gomiti per il pareggio strappato dai rossoneri all’85’ e per le tante occasioni sprecate e che li avrebbero potuti portare sul 2-0; ma anche la formazione di Vincenzo Montella si rammarica per un pari che, classifica alla mano, muove la classifica ma non regala quella svolta che il tecnico campano si sarebbe aspettato. Il Milan resta al settimo posto della graduatoria, 4 punti in meno della coppia Atalanta-Inter, 3 della stessa Lazio e 4 in più della Fiorentina, l’avversario dei rossoneri domenica prossima a San Siro per un altro scontro diretto in chiave europea.

Tanto carattere e poco altro

A Roma si è visto un Milan bloccato, legato, incartato in un 4-3-3 senza punte, un modulo che non ha regalato a Montella i frutti sperati, in quanto di imprevedibilità fra Suso, Deulofeu ed Ocampos se n’è vista poco o niente. Meglio con l’ingresso di Lapadula, meglio perfino con l’inserimento di Josè Sosa, stranamente nel vivo del gioco ed autore del recupero e del passaggio decisivo in occasione della rete di Suso. Il Milan, come anche a Bologna mercoledì scorso, ha mostrato piglio e determinazione, orgoglio e volontà ma poca, pochissima qualità: Pasalic non si è quasi mai visto, Locatelli men che meno, le tre punte si sono cercate poco e male, il solo Suso ha cantato e portato la croce grazie alla sua tecnica e ai suoi guizzi. Proprio la rete dello spagnolo quasi in extremis lascia i rossoneri in corsa per un posto in Coppa Uefa che con la sconfitta che stava maturando sarebbe stato lontanissimo, probabilmente irraggiungibile, ma Montella dovrà mettere mano ad una squadra involuta e tatticamente spenta, perché il solo carattere potrebbe non bastare nella corsa all’Europa a cui la formazione milanista si è aggrappata un po’ come quando Fantozzi provava disperatamente a prendere l’autobus al volo, forse la scelta meno indicata per la battaglia europea della serie A.