20 luglio 2019
Aggiornato 18:00

Donadoni fuori giri: «Big tutelate, lo so perchè ho giocato al Milan»

Furioso per una sconfitta probabilmente immeritata, l’allenatore del Bologna ha sparato a zero sulla classe arbitrale, coinvolgendo inspiegabilmente anche il club nel quale Donadoni ha vissuto un’epopea straordinaria. Una caduta di stile davvero sgradevole.

MILANO - Il primo pensiero di Roberto Donadoni è sempre per il Milan. Sembra impossibile visto che l’allenatore del Bologna non lavora più per il club rossonero da circa 18 anni, ma - forse complice la dolorosissima sconfitta incassata qualche giorno fa al Dall’Ara dalla squadra di Montella - il commento alla partita tra Sampdoria e rossoblu emiliani ha di nuovo il Milan al centro del discorso. E ancora una volta l’insoddisfazione mista a rabbia di Donadoni è riconducibile agli arbitri e al loro operato. 

Già alla vigilia del recupero di mercoledì sera il tecnico di Cesano Bergamasco aveva avvisato il direttore di gara designato Doveri di non commettere gli stessi errori commessi - a suo avviso - la precedente stagione. Come sia andata l’abbiamo visto tutti, Milan in 9 uomini e partita vinta comunque dagli eroici rossoneri.

Il Roberto furioso

Dopo Sampdoria-Bologna, il tecnico dei rossoblù ha fatto il bis andando giù pesante contro l’arbitro Fabbri e i suoi assistenti: «Siamo stati puniti da un calcio di rigore dato senza senso - le parole del tecnico bergamasco a Sky Sport -. Si cerca di stare attenti a ciò che si dice, ma mi sento impotente e allibito. Quando si prende la palla sul fianco e la squadra avversaria ha già messo la palla sul calcio d’angolo... Il giudice di linea ha voluto essere protagonista e ha scelto la cosa sbagliata. Il problema è che si sbaglia un po’ troppo spesso. Credo si tratti di una topica incredibile, dare un calcio di rigore così è da incapaci». 

Perchè il Milan

Fin qui niente di strano, ognuno è libero di reagire ad una sconfitta come meglio crede e attaccando chi vuole, tra i protagonisti in campo. Peccato che stavolta Donadoni abbia un po’ esagerato, evocando un passato in rossonero che l’ha visto protagonista: «Se un episodio del genere fosse capitato ad una big ci avrebbero pensato di più. Ho giocato anch’io nel Milan, so come funziona».

Boom! E ora che c’entra il Milan e soprattutto che bisogno c’è di gettare fango e discredito su una delle squadre più belle e vincenti della storia del calcio? Chissà, forse brucia vedere la panchina rossonera offerta a chiunque tranne che a lui. Ma continuando con queste dichiarazioni, le possibilità di un nuovo matrimonio tra Donadoni e il Milan si riducono inevitabilmente al lumicino.