24 settembre 2021
Aggiornato 01:30
Nessuna voglia di smettere di correre, nonostante tutto

La favola di Robert Kubica: «Presto mi rivedrete su una Formula 1»

Il 32enne polacco, la cui carriera nel Mondiale fu interrotta anzitempo sei anni fa da un incidente nei rally che gli lesionò la mano, si sente pronto per rimettersi al volante di una monoposto, anche se soltanto per un test

Robert Kubica
Robert Kubica Red Bull

ROMA – A sei anni esatti dal terribile incidente nei rally che gli provocò gravi lesioni alla mano, interrompendo anzitempo la sua carriera in Formula 1, Robert Kubica è sul punto di rimettersi al volante di una monoposto della categoria regina. I suoi primi anni dopo l'addio al Mondiale videro il pilota polacco impegnato a tempo pieno proprio nella stessa categoria dove fu vittima dello sfortunato evento, i rally (laureandosi campione del mondo in classe Wrc2). Ma, nei giorni scorsi, l'ex portacolori di Renault e Bmw Sauber ha annunciato il suo grande ritorno alla pista, stavolta a bordo dei prototipi del campionato del mondo endurance. Allo stesso tempo, Kubica non ha mai reciso il filo che lo lega alla F1, essendo stato chiamato in più di un'occasione a salire sui simulatori di svariate scuderie, compresa la Mercedes. E, nel 2014, gli venne offerta anche la possibilità di provare una vettura vera e propria, una chance che all'epoca decise di rifiutare.

Pronto alla rentrée
Oggi, però, Robert si sente pronto a dare una risposta completamente diversa: «Tre anni fa mi proposero di provare un'auto di F1, ma in quel momento non ero sicuro di poter far bene – ha raccontato il 32enne al sito specializzato internazionale Motorsport – So che spesso alcune chance si presentano una volta sola, ma ho sempre voluto sentirmi sicuro della mia condizione e del mio potenziale. E se non sono sicuro, mi sono sempre detto: 'Scordatelo'. La mia condizione fisica non è comune, pochissime persone hanno provato circostanze simili, e ognuno reagisce in modo diverso, è un fatto molto personale. Oggi, invece, voglio provare una monoposto. Non ne guido una da molto tempo, perciò dovrei dimostrare a me stesso di esserne capace, ma penso che potrei far bene. Vorrei rivivere l'emozione della Formula 1. Ho provato molti simulatori e sono convinto che potrei guidare, non in tutte le piste, ma nell'80% sì. Devo anche sottolineare che provare una vettura è una cosa, un weekend di gara è totalmente diverso». Quello di Kubica, insomma, suona quasi come un appello: vedremo se almeno un team avrà il buon cuore di offrirgli questa opportunità. Si tratterebbe di un modo di ricompensarlo, almeno in minima parte, per quella maledetta sfortuna che gli impedì di proseguire una promettente carriera nel Mondiale: «Nelle mie ultime tre stagioni di F1 riuscii a raggiungere un rimarchevole livello di prestazioni, che oggi mi manca – prosegue – Nel 2010, quando corsi con la Renault, penso di non aver sbagliato nulla, e per raggiungere quel livello bisogna lavorare sodo per molti anni. Nei rally questo aspetto, il tempo che serviva per prepararsi al meglio, mi mancava, perché tutto avveniva troppo rapidamente». Una nostalgia che forse ora Robert Kubica potrà finalmente sconfiggere.