15 ottobre 2019
Aggiornato 16:30

Il sogno proibito di Rosberg: «Mercedes, perché non hai preso Alonso?»

Le Frecce d'argento hanno scelto Bottas come sostituto del campione del mondo prepensionato: «È veloce, farà la pole alla prima gara». Ma Nico, da tifoso, preferiva Fernando: «Con Hamilton avrebbe fatto fuochi d'artificio»

Nico Rosberg e Fernando Alonso
Nico Rosberg e Fernando Alonso Red Bull

ROMA – Alla fine, dopo tanti dubbi e una lunga trattativa, la Mercedes ha individuato in Valtteri Bottas il sostituto del campione del mondo prepensionato Nico Rosberg. Una scelta solida, ma poco coraggiosa: lo stesso ex pilota tedesco, smessi i panni dell'addetto ai lavori e indossati quelli dell'appassionato, infatti, sognava una coppia più esplosiva per le Frecce d'argento, come quella con Lewis Hamilton e Fernando Alonso. «Ok, siccome ora sono un tifoso, dunque da questa parte della barricata, è molto facile rispondere – ha ribattuto alla domanda del quotidiano sportivo spagnolo Marca – Tutti dicono Alonso e lo dico anch'io, perché con Hamilton avrebbe fatto i fuochi d'artificio. Da tifoso sarebbe stato divertente, ma per il team non avrebbe funzionato. Dal punto di vista della Mercedes, non posso immaginarlo. Invece hanno trovato una grande soluzione: Bottas è veloce, ha battuto Massa tre volte proprio come ha fatto Alonso e ora può fare molto bene. Anche se Hamilton sarà ad un altissimo livello e sarà difficile batterlo, io ho dimostrato che è possibile. Scommetto che Bottas sarà in pole alla prima gara in Australia».

È sempre Mercedes
Anche sul candidato alla sua successione sul tetto del mondo, Rosberg dimostra di avere le idee chiare: «La Mercedes è la favorita, siamo tre volte campioni del mondo, anche se ci sono team pericolosi, come la Red Bull. Adrian Newey e i nuovi regolamenti sono una combinazione che in passato ha prodotto grandi successi e ho sentito anche che lui è tornato a lavorare con il team a tempo pieno come faceva una volta. Penso che la Red Bull sarà la seconda forza». Nico parla di Mercedes in prima persona, come a riconfermare che i rapporti con il team che ha abbandonato a sorpresa alla fine della scorsa stagione (e di cui ora è stato nominato ambasciatore) sono comunque rilassati: «La Mercedes arrabbiata con me? No, loro hanno un grande rispetto e io lo apprezzo. Con Lauda è stato più complicato e anche se le sue parole suonavano arrabbiate sui giornali, con me non lo era. Mi ha detto di persona che mi faceva tanto di cappello. Mi ha dimostrato tutto il suo sostegno, dopo tre ottimi anni di lavoro insieme».