4 giugno 2020
Aggiornato 16:30
Le prime parole di Por Fuera in rosso

Tra Ducati e Jorge Lorenzo è amore a prima vista: «Benvenuto in famiglia»

Alla presentazione della nuova Desmosedici GP, a Bologna, i riflettori sono tutti per il campione appena arrivato in squadra: «Sono più nervoso che in gara, è un giorno molto importante e non mi aspettavo questa accoglienza»

BOLOGNA – Dovrebbe essere la presentazione della nuova moto, ma in realtà il vero protagonista lui: Jorge Lorenzo. È l'ospite più atteso all'auditorium di Borgo Panigale, e quando sale sul palco, per la prima volta in sella alla Desmosedici GP, con addosso la tuta rosso Ducati, i riflettori, le telecamere e i flash dei fotografi sono tutti per lui. Il cinque volte campione del mondo, l'uomo a cui è stato affidato il difficile compito di riportare a Bologna il titolo iridato di MotoGP, ha varcato per la prima volta la soglia della sua nuova casa. Una casa dentro cui batte un cuore italianissimo: «Sono quasi più nervoso che alle gare, questo è un giorno molto importante per me – esordisce – Non mi aspettavo questa accoglienza da parte degli uomini Ducati, penso che frasi come 'Benvenuto in famiglia' si possano sentire solo qui». L'oratoria non è certo la dote principale per cui è conosciuto, eppure tra le parole che Lorenzo pronuncia con il consueto timbro monotono si percepisce in modo chiaro tutta l'emozione che i ducatisti sembrano avergli già trasmesso direttamente sotto pelle.

Subito a suo agio
Oggi questa emozione può finalmente consegnarla ad un microfono, dopo essere stato costretto al silenzio per tanti mesi dalle clausole del suo vecchio contratto con la Yamaha. Persino nel suo primo test, lo scorso novembre a Valencia, infatti, non poté dichiarare nessuna impressione ai giornalisti. Ora che può farlo, la sua analisi è ampiamente positiva: «Dopo tanti anni con la stessa moto, quello del primo test è stato un giorno importante per me – spiega – Sono rimasto sorpreso della potenza e della stabilità nelle curve veloci, ma anche molto contento, sotto al casco sorridevo. Quando si ha avuto la fortuna di vincere un titolo mondiale non si può aspirare ad altro che ripetersi. Sarà difficile contro avversari così talentuosi, ma abbiamo la fantasia e il metodo per migliorarci e arrivare al risultato che ci aspettiamo».

Veterano Dovi
A dargli il benvenuto è stato anche Andrea Dovizioso, come Jorge giunto ormai al suo decimo anno in MotoGP, ma già al quinto in Ducati: «I primi sono stati difficili, ma oggi mi danno più carica, perché siamo riusciti a tornare competitivi insieme». Anche Desmodovi, dopo aver compiuto la lunga traversata del deserto negli anni più bui della Rossa, sente che qualcosa sta cambiando: «Con la nuova moto il feeling è buono, ma gli ultimi dettagli li vedremo solo in pista. Con Jorge ci conoscemmo nel 2001 quando correvamo il campionato europeo, eravamo piccoli e piangevamo quando non vincevamo. Lui è un grande campione che ha vinto tanto e confrontarmi con lui è un onore per me. Quando è entrato nel box gli ho detto: 'Cosa ci fai qua?'».

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