8 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Calcio, Lega e l’assurdo progetto di Galliani

L’attuale (ma ancora per poco) ad rossonero lancia una proposta che pare tanto un manifesto elettorale in vista della sua futura candidatura a presidente di Lega: «Esportiamo la serie A all’estero». Come se i disagi, i disguidi, i problemi della Supercoppa a Doha non fossero bastati.

MILANO - Mentre ancora non si spegne l’eco delle polemiche per il guasto aereo che ha costretto il Milan ad arrivare a Doha con 24 ore di ritardo rispetto alla Juventus, ecco l’idea geniale che non ti aspetti: perchè limitarci ai problemi di fuso orario, di stadi vuoti, di liturgie popolari in luoghi ostili, di spettacoli nel deserto, solo in occasione di singoli eventi come la Supercoppa? Dilatiamo questo incubo anche alle partite di serie A, strategia ideale per amplificare (leggasi schiacciare, comprimere,  annientare) l’appeal di un campionato che ha perso già da anni l’etichetta di campionato più bello al mondo.

Serie A all’estero

Sarebbe il caso di farsi una grassa risata sull’assurda teoria, se non fosse che la proposta arriva da quell’esperto e navigato dirigente di calcio che risponde al nome di Adriano Galliani, presto dimissionato dal ruolo di amministratore delegato dell’Ac Milan ed in cerca di un nuovo lavoro. Chissà, magari proprio quello di futuro presidente della Lega Calcio.

«Io sono favorevole a giocare qualche partita del campionato all’estero – le parole dell’ad rossonero da Doha -. Dobbiamo farlo conoscere nel mondo e quando venderemo i diritti televisivi dovremo stare attenti a venderci più chiaro». 

La visibilità conta

Capito il senso? Non è questione solo di vil denaro, che pure la sua importanza, ma «di visibilità - prosegue Galliani -. Anche se il calcio italiano non è più il primo è una delle eccellenze italiane. Bisogna farsi conoscere. Bisogna giocare qualche partita di campionato all’estero. La visibilità conta molto. Vogliamo portare l’Italia in giro per il mondo, ragionare Paese per Paese a chi vendere, considerando non solo i quattrini ma anche la visibilità».

Rischio enorme

Peccato che queste baracconate nel deserto siano utili solo a far racimolare qualche milioncino ai diretti interessati (2,5 spettano al Milan, praticamente una parte dello stipendio di Luiz Adriano) e a far disamorare ulteriormente quei tifosi che di calcio vivono e per la squadra del cuore fanno sacrifici ogni maledetta domenica. A questo naturalmente Galliani non pensa, lui ragione «in grande», da nuovo presidente della Lega. In bocca al lupo a tutti noi.