27 maggio 2020
Aggiornato 18:00
Cessione Milan

Yonghong Li: «I capitali versati da Ses non sono di Berlusconi»

Dopo tante indiscrezioni, finalmente esce allo scoperto il numero uno di Sino-Europe Sports con un’intervista all’Ansa in cui chiarisce tutti i misteri dell’operazione che porterà alla cessione del Milan.

MILANO - La sua foto accanto a Silvio Berlusconi, con una maglia rossonera tra le mani, è indubbiamente una delle più usate dai media negli ultimi mesi. Stiamo parlando di Yonghong Li, capocordata e frontman del consorzio Sino-Europe Sports che si appresta ad acquistare il Milan dopo aver già versato una doppia caparra nelle casse di Fininvest per complessivi 200 milioni di euro. Dopo tante indiscrezioni sul suo conto e sugli sviluppi di un’operazione tanto affascinante quanto intricata, finalmente il manager cinese decide di fare chiarezza e, intervistato dall’Ansa, racconta la sua verità.

Una storia di successi

«Mi dispiace per i tifosi che avrebbero legittimamente fretta che la cessione si concludesse - le parole di Yonghong Li all’agenzia stampa - ma in fondo è giusto così, questa finale è stata conquistata dall'attuale gestione ed è corretto che siano loro a viverla e, speriamo, a vincerla. Da parte nostra, abbiamo deciso di dare il nostro contributo aderendo alla proposta del Milan di elargire un premio in caso di vittoria, che sarebbe un ulteriore stimolo per SES per tenere alta l'asticella. La nostra ambizione è infatti continuare la storia di successi del Milan. E ci auguriamo che Silvio Berlusconi, da Presidente Onorario, possa in futuro alzare altri trofei».

I soldi sono di SES

Ma c’è un aspetto da chiarire, una questione che sta particolarmente a cuore al numero uno di SES: «Ci tento a sottolineare che è completamente infondata l'ipotesi che i capitali raccolti finora da Sino-Europe Sports appartengano in realtà allo stesso Silvio Berlusconi».

Ciò non toglie però che attorno alla questione closing, con tutti gli slittamenti registrati finora, siano stati montati castelli di carta, congetture, analisi fantasiose e che probabilmente un chiarimento su tutta l’operazione sarebbe necessario.

I motivi del ritardo

«In Cina, ogni investimento verso Paesi esteri è soggetto all'approvazione dell'autorità regolatoria cinese - chiarisce Yonghong Li -. Di recente, l'autorità ha annunciato nuove misure di controllo nei confronti degli investimenti verso l'estero, e questo riguarda anche le operazioni annunciate prima che tale accordo fosse reso pubblico, come nel caso dell'acquisizione del Milan da parte di SES. Il team di SES sta lavorando al percorso autorizzativo previsto dalle nuove regole, ma in generale tutte le richieste di autorizzazione pendenti, non solo la nostra, sono soggette alle stesse misure».

I soldi ci sono

Ma in sostanza, la domanda che tutti i tifosi del Milan si pongono, questi soldi ci sono o non ci sono? «Per la verità SES ha raccolto una quantità di capitali superiore rispetto all'importo dell'investimento; la disponibilità di tali fondi è soggetta al completamento della procedura prevista dal regolatore. SES è impegnata anche nella continua rivalutazione e ottimizzazione della propria base di investitori, in base alle nuove normative previste dalle autorità cinesi».

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