12 dicembre 2019
Aggiornato 15:00
Doppietta di fine stagione per il campione tavulliese

Valentino Rossi è re del Rally di Monza per la quinta volta

Il campione della MotoGP rivince ed eguaglia il record. Alle sue spalle il rallysta spagnolo Sordo, terzo Bonanomi. I primi due si fronteggiano in finale del Masters Show, anch'essa vinta dal Dottore anche grazie alla sfortuna del rivale

MONZA – Tifo alle stelle da parte di un pubblico foltissimo e caloroso per Valentino Rossi oggi al Monza Rally Show, che con le ultime tre prove speciali della terza tappa, si è concluso con un più che positivo, ma non inaspettato bilancio. Vincendo la 37esima edizione di questa ormai tradizionale, ma sempre sorprendente gara-happening, il campionissimo della MotoGP ha centrato per la quinta volta il successo assoluto raggiungendo Dindo Capello in vetta all’albo d’oro della competizione. E non si può dire che il centauro di Tavullia, con l’inseparabile Ford Fiesta e il fido navigatore Carlo Cassina, non se la siano sudata e meritata questa vittoria. Con una condotta di gara sempre attenta e continua e una guida senza cali di tensione il Dottore ha mantenuto la testa della classifica dalla prima tappa fino alla fine pur vincendo solo due prove speciali su dieci, ma giungendo sette volte secondo e una volta terzo, sempre a ridosso dei suoi due diretti e unici competitori, ovvero lo spagnolo Dani Sordo navigato da Marc Marti sulla Hyundai i20, che ha terminato al secondo posto (sei vittorie parziali) e un sorprendente Marco Bonanomi, terzo sulla Citroen DS3 in coppia con Luigi Pirollo (due Ps vinte). I tre hanno fatto il vuoto nei confronti del resto della compagnia. Eloquenti infatti i distacchi: 18.9 secondi tra Rossi e Bonanomi; 1’.14».5 tra Rossi e i comunque validi quarti classificati, Alessandro Bosca-Roberto Aresca (Ford Fiesta) tutti iscritti nella classe «regina» Wrc 1.6. Tra i Vip hanno gareggiato anche il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, in coppia con Beniamino Lo Presti (Porsche 911 SC), ed il commentatore televisivo della Moto GP Guido Meda in coppia con il fratello Pietro, consigliere dell’Ac Milano, con una Mitsubishi Evo IX della classe R4.

Gli altri risultati
La fortuna ha dato un piccolissimo bacio a Valentino e un calcetto a Sordo quando, nella seconda speciale del primo giorno, lo spagnolo dopo aver vinto la prova, veniva penalizzato di mezzo secondo per aver toccato e abbattuto una barriera. Ma a carico del pilota Hyundai resta il fatto di non essere stato ugualmente continuo nel proseguo della gara. E neppure il suo ritorno di fiamma nell’ultima tappa è stato sufficiente per colmare il gap precedentemente accumulato. Ma chi questa volta è mancato veramente all’appuntamento, dopo la brillante prestazione dello scorso anno, anche a causa di noie tecniche, è stato il crossista mondiale Tony Cairoli che con la sua DS3 ha faticato molto a tenere il passo dei primi, conquistando comunque un non disprezzabile 16°posto assoluto finale grazie all’exploit delle ultime tre speciali in cui è giunto secondo, quarto e terzo. Davanti a lui sono finiti, tra gli altri, i fratelli Roberto e Davide Brivio, Piero Longhi, Alessandro Perico, Alessio Salucci, Paolo Andreucci, Corrado Fontana, Luca Rossetti. Nove i ritirati sui 98 partiti. Tra essi, vittime illustri come Uzzeni-Bondesan (Subaru Impreza S 14) e Re-Bariani (Ford Focus). Per quanto riguarda la gara delle vetture storiche, vittoria sicura e mai in discussione della coppia Bianchini-Darderi (Lancia Rally 037), davanti a Da Zanche-Vezzoli (Porsche 911Rsr) e a Nori-Biasion (Porsche 3000). Onorevole il risultato dell’equipaggio di casa formato da Pier Lorenzo Zanchi e Marco Coldani, rispettivamente presidente e procuratore dell'Autodromo di Monza, che dopo la vittoria nel Monza Rally Circuit di poche settimane fa, hanno chiuso al nono posto della generale con la loro Lancia Delta 16V. Al loro attivo un terzo, un sesto e un ottavo posto parziali.

Il Masters Show
Chiuse le ostilità sulle tre piste, l’attenzione si è quindi concentrata sul rettilineo del traguardo dove, davanti a una tribuna centrale in overbooking, è andato in scena l’attesissimo e spettacolare Masters’ Show. I primi classificati delle varie categorie si sono sfidati, uno contro uno, su un tracciato a inseguimento con passaggio di turno per i migliori tempi. Dopo varie fasi eliminatorie, per la classe Wrc 1.6 si sono trovati di fronte in semifinale Sordo contro Bonanomi e Rossi contro Cairoli. Sordo e Rossi passano in finale: è la sfida più attesa, lo showdown tra le due star. Parte la prova. Il pubblico ammira le evoluzioni e lo stile dei due campioni, si entusiasma e li incita. L’esito è incerto. Sembra prevalere di un soffio lo spagnolo, ma tutto resta da decidere. Si prosegue. Mentre la prova si avvia al termine tenendo tutti con il fiato sospeso, ecco l’inaspettato colpo di scena: dalla Hyundai di Sordo si sprigiona una enorme nuvola di fumo bianco. La macchina rallenta, si ferma e si innesca un piccolo fuoco. Dani Sordo è fuori. Rossi e Pirollo vincono anche il Masters’ Show. Nelle altre categorie del Masters’ Show vittorie di Grooten-Louette (Citroen C4) nella Wrc 2000; Andreucci-Andreussi( Peugeot 208 T16) nella R5; Caffi-Granata (Porsche 997 GT3) nella RGT; Pinzano-Cerutti (Skoda Fabia) nella S2000; Bonacini-Novelli (Mitsubishi Evo X) nella R4; Gilardoni-Bonato (Renault Clio) nella R3C; Nori-Biasion (Porsche 3000) nelle storiche.