24 febbraio 2021
Aggiornato 21:00
La grande rivalità continua ancora

Guido Meda: «Rossi o Biaggi, chi sarà il più longevo?»

Il Dottore ha dichiarato di voler continuare a correre fino a 40 anni: «E non è detto che ci riesca», sostiene il telecronista di Sky. Il Corsaro, suo storico avversario, invece ha vinto il suo ultimo Mondiale a 41: «Ma in Superbike...»

Valentino Rossi al box Yamaha
Valentino Rossi al box Yamaha Michelin

ROMA – Chissà, forse dietro alla nuova scommessa lanciata da Valentino Rossi, quella di continuare a correre in MotoGP anche oltre la scadenza del suo attuale contratto con la Yamaha nel 2018, c'è la volontà di non cedere nemmeno un primato al suo ex grande rivale Max Biaggi. Dopo aver vinto per ben quattro volte il campionato del mondo in classe 250, il Corsaro tentò per ben otto anni di ripetersi anche nella categoria regina, ma senza successo. E fu anche per via dell'acerrima rivalità con il Dottore, che in quegli anni invece di titoli ne vinse ben cinque consecutivi, che infine decise di lasciare il Motomondiale nel 2005, quando aveva appena 34 anni. Per fare un confronto, Vale, che di anni oggi ne ha 37, continua ancora a correre e vincere in MotoGP. Eppure, un record di longevità sportiva Biaggi lo detiene comunque: nella sua seconda carriera in Superbike, dove di campionati riuscì a vincerne ben due, l'ultimo a 41 anni. Riuscirà Valentino Rossi a fare lo stesso?

Ma Biaggi ha avuto vita più facile
Guido Meda, la storica voce del motociclismo, ne dubita: «Non è detto che Rossi resti in pista fino a 40 anni – raffredda gli entusiasmi il telecronista di Sky Sport – Non ci sono molti precedenti di piloti competitivi e in quello che dice, quando utilizza il vocabolo 'imbarazzante', in Valentino c’è la consapevolezza della situazione. Da quando esiste la MotoGP lui è il più vecchio vincitore di un titolo mondiale, quello del 2009. Già ora verrebbe difficile pensare che possa vincere un Mondiale, invece è stra-competitivo. L'anno scorso è andata come è andata e oggi è in lotta per il secondo posto. Uno di 37 anni che lotta con i 23enni come Marquez è già un uomo straordinario». Certo è che le derivate di serie non si possono mettere alla pari dei prototipi: «Max è il primo italiano campione del mondo in Superbike, un Mondiale di buonissimo livello, senza arrivare a quello di MotoGP: Biaggi il secondo titolo iridato lo ha vinto a 41 anni. Ma gli avversari di Rossi sono un po' più tosti di quelli che il romano ha avuto sul suo cammino», lo punge Meda.

Sul finale dell'anno scorso ha ragione
Di sicuro, come lui stesso ha lasciato intendere, nella ritrovata fame agonistica del nove volte iridato c'è anche la voglia di rivincita dopo essere stato scippato, per usare le sue parole, del titolo 2015. E su questo punto Carlo Pernat, che del campione di Tavullia fu il primo manager, gli dà totalmente ragione: «Valentino si è tolto un 'sassolone' dalla scarpa – commenta le sue parole alla trasmissione televisiva Paddock – Ha fatto bene a ricordare quanto successo nel 2015, non se lo dimenticherà per tutta la vita. Quel campionato del mondo era suo e uno spagnolo lo ha vinto, secondo me rubando. Se l'è trovato lì senza saperlo. Quello che è successo in Malesia, in pista, è stato scandaloso e antisportivo: in quarant'anni di corse è stato l’episodio più vergognoso in assoluto».