24 febbraio 2020
Aggiornato 16:45
Le parole del boss

La ricetta di Binotto per salvare la Ferrari: «Il super motore è solo l'inizio»

L'ingegnere di Losanna è al suo primo Gran Premio d'Italia da direttore tecnico della Rossa di Maranello: «Conosciamo il valore del nuovo propulsore. Ma dobbiamo crescere ancora: così lotteremo per il campionato»

Il direttore tecnico Mattia Binotto
Il direttore tecnico Mattia Binotto Ferrari

MONZA – Per Mattia Binotto, quello di Monza non è solo il Gran Premio di casa, ma anche il secondo che segue in pista da direttore tecnico della Ferrari. La sua nomina, decisa in tutta fretta per ovviare al divorzio dal suo predecessore James Allison, è infatti giunta alla vigilia della gara di Hockenheim, a fine luglio, ma in quell'occasione il tecnico italo-svizzero non fece in tempo a prendere l'aereo per la Germania e rimase a lavorare in sede, a Maranello. Il suo debutto ufficiale, dunque, è giunto solo una settimana fa, a Spa-Francorchamps, e ora per lui arriva già la prova del fuoco. La gara più attesa dell'anno, in cui la Rossa si gioca le ultime carte a sua disposizione per migliorare il motore, la cui potenza è l'elemento più importante di tutti sui lunghi rettilinei del tempio della velocità brianzolo. Ed è stato proprio Binotto a sovrintenderne tutto lo sviluppo, nel suo precedente ruolo di capo dei motoristi: «Senza dubbio stiamo continuamente crescendo e per lo sviluppo del motore, in base al regolamento, dobbiamo spendere dei gettoni – ha spiegato nella conferenza stampa cui è stato chiamato ieri – Questo weekend abbiamo speso gli ultimi e questo significa che in qualche modo abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per questa stagione: uno sviluppo continuo alla massima velocità. Penso che sia davvero troppo presto per dire quale sarà il beneficio: sappiamo quanto vale il nuovo propulsore, ma dobbiamo capire cosa hanno fatto gli altri nel frattempo. So che anche la Mercedes ha speso cinque gettoni in Belgio, perciò senza dubbio questo weekend avrà dei vantaggi».

Fiducia nei suoi uomini
Ora, dalla responsabilità del propulsore, l'ingegnere di Losanna è passato a quella molto più onerosa di sovrintendere l'intero reparto tecnico di una Scuderia affamata di riscatto. Ma, benché i risultati ottenuti in questa stagione siano stati finora tutt'altro che soddisfacenti, Binotto non ha in mente una rivoluzione del suo team: «Conosco la Ferrari da tanti anni, ci lavoro da oltre venti – ha raccontato – È un grande team, con risorse enormi, persone di grande talento: sono sicuro che ci sia tutto ciò che ci serve per far bene e lottare per il campionato. Non vedo alcuna reale necessità, al momento, di cambiare il nostro sistema di lavoro. Senza dubbio per vincere dobbiamo migliorare ancora: dobbiamo spingere, lavorare sodo, ma possiamo farcela». E lo stesso vale per la macchina del prossimo anno, particolarmente importante perché coinciderà con un cambiamento dei regolamenti: «Il progetto del 2017, chiaramente, è già in fase avanzata. Anche quello è un progetto continuo e in particolare dobbiamo assicurarci che lo sviluppo progredisca bene, nient'altro. Non si tratta di lavorare meglio rispetto a quanto abbiamo fatto finora, piuttosto di crescere, crescere velocemente e nella direzione giusta».