6 ottobre 2022
Aggiornato 03:30
Dopo il Cavallino, arriva il Toro?

La Lamborghini entra in Formula 1?

Una seconda casa italiana che si scontra testa a testa con la Ferrari nel Mondiale? Per ora è soltanto un sogno, ma potrebbe realizzarlo Stefano Domenicali, grande ex di Maranello e oggi presidente del marchio bolognese

La Lamborghini Huracán, vettura di punta del marchio bolognese
La Lamborghini Huracán, vettura di punta del marchio bolognese Foto: Lamborghini

SANT'AGATA BOLOGNESE – La Lamborghini in Formula 1? Un altro costruttore italiano, emiliano, a competere testa a testa, sulle stesse piste, con la cugina Ferrari? Per gli appassionati nostrani di automobilismo è un sogno senza precedenti: o quasi, visto che il Toro si affacciò alla massima Formula con lo sfortunato team Modena durato però soltanto una stagione, il 1991. Oggi c'è un uomo che questo sogno potrebbe finalmente avverarlo: Stefano Domenicali, cresciuto proprio alla Ferrari fino a diventarne team principal e poi, dopo il suo licenziamento nel 2014, accasatosi al gruppo Audi che lo ha nominato presidente del marchio bolognese. Dopo tanti anni nel circus, la passione di Domenicali per la Formula 1 non è svanita e, anche se prudentemente dichiara che l'ingresso nel Mondiale non è al momento «una priorità», allo stesso tempo afferma che le corse restano un pilastro fondamentale della casa che dirige.

La passione nel dna
«Con me parlare di certe cose viene anche facile – ammette alla rivista Autosprint – Le prime persone che ho incontrato quando mi sono insediato alla Lamborghini sono state quelle del motorsport. Poi ho detto: 'Alt, devo ricordarmi che ho un altro ruolo'. A parte le battute, un’azienda come Lamborghini non può vivere senza la passione per il motorsport. È chiaro che anche qui dobbiamo inquadrare le cose nel contesto della nostra dimensione. Mi hanno posto decine di volte la domanda: 'Quando vedremo Lamborghini in F1?' e io rispondo che non è la priorità di oggi perché abbiamo altre sfide che sono a livello di priorità davanti a questo. E poi noi oggi abbiamo un sistema che nelle corse sta funzionando davvero bene. Perché, al di là che il prodotto è indubbiamente centrato, abbiamo un volano di business intorno che è sicuramente straordinario. Comunque sia non puoi pensare a un brand come Lamborghini senza motorsport. Questo è un postulato. Parliamo di macchine che ti devono dare la passione di guida. L’emozione che ti dà il motorsport è fondamentale. Sotto questo profilo dico che noi dobbiamo sentire la responsabilità di mantenere alta la passione del motorsport. Il mondo delle corse, in alcuni paesi rispetto ad altri, vive situazioni difficili. Noi con le nostre macchine, a dei prezzi giusti rispetto al mercato, dobbiamo dare la possibilità a chi vuole correre di farlo. E infine, particolare da sottolineare: Lamborghini è l’unico costruttore al mondo a montare le vetture da corsa sulla nostra catena di montaggio. Vengono montate sulla linea di produzione sia le vetture Supertrofeo che le Gt3».

Ricordi della Ferrari
Ribadire la sua passione per le corse, per il manager 51enne, è un modo anche per non rinnegare i 20 anni di carriera passati a Maranello: «Se guardo alla mia esperienza in F1 per me è stato un periodo straordinario che mi porto dentro e che è assolutamente incancellabile. Non mi sentirete mai e poi mai non ringraziare chi mi ha dato fiducia in passato. Ma questo fa parte della mia vita. Adesso, però, siamo focalizzati su una nuova sfida che devo dire è altrettanto stimolante, bellissima, in una dimensione diversa».