25 luglio 2024
Aggiornato 02:00
Il bilancio di metà stagione del campione di Tavullia

Valentino Rossi: «I due motivi per cui quest'anno sono così veloce»

La capacità della sua Yamaha di adattarsi alle novità tecniche e la collaborazione con il suo nuovo coach Luca Cadalora. Questi gli assi nella manica che hanno reso il Dottore competitivo (benché sfortunato) nella prima parte dell'anno

Valentino Rossi con il suo coach Luca Cadalora
Valentino Rossi con il suo coach Luca Cadalora Foto: Yamaha

ROMA – Come tutti gli anni, ci ha messo del suo. Ma, oltre alle sue doti di guida, Valentino Rossi individua due ragioni per la grande competitività dimostrata nella prima metà della stagione di MotoGP: la capacità della sua Yamaha di adattarsi alle novità tecniche e la collaborazione con il suo nuovo coach Luca Cadalora. Questi, secondo quanto lui stesso sostiene, sarebbero i due assi nella manica che gli hanno consentito finora di essere veloce su ogni pista, a dispetto degli errori e delle sfortune che lo hanno privato di qualche prezioso punto in classifica. Cominciamo dalla tecnica, dunque. Il regolamento ha costretto tutte le case a far fronte a una vera e propria rivoluzione all'inizio dell'anno: nuovi gli pneumatici Michelin e nuova anche la centralina elettronica standard. Ma l'ottimo lavoro svolto dagli ingegneri di Iwata, spiega il Dottore, ha fatto sì che la M1 non perdesse la velocità dell'anno passato. «L'anno scorso abbiamo provato le gomme Michelin tre o quattro volte – racconta il campione di Tavullia alla rivista specializzata austriaca Speedweek – e ci hanno dato qualche preoccupazione, perché siamo stati lenti, siamo caduti e abbiamo avuto problemi con lo pneumatico anteriore. Per questo motivo, la Yamaha ha lavorato sulla moto, che è cambiata molto da quella della passata stagione, in particolare la distribuzione dei pesi, con il serbatoio che ora è posizionato dietro al sellino. Ma, con il tempo, anche le gomme Michelin sono migliorate notevolmente, in particolare quella davanti, che oggi è ad un livello molto simile a quello delle vecchie Bridgestone. Per quanto riguarda la centralina, si temeva un grande passo indietro, dopo il test si parlava di un ritorno al passato di parecchi anni. Ma alla fine era solo un mezzo passo indietro. La nostra moto, nonostante l’elettronica e le Michelin, ha un livello molto simile a quello dell’anno scorso».

I consigli di Luca Cadalora
Al dato tecnico si affianca poi quello umano. Valentino, infatti, riconosce di aver tratto grandi vantaggi dalla presenza nel box, al suo fianco, dell'ex campione del mondo Luca Cadalora: «L’idea di portarlo nel mio box si è dimostrata azzeccata – ammette – È nata lo scorso inverno e a inizio stagione ho parlato con lui. A quel tempo non sapevamo ancora quanto poteva esserci utile, ma eravamo curiosi di vedere se avesse potuto darmi preziosi consigli. Ho subito capito che è in grado di trasmettermi molto. Inoltre, Luca ha rapidamente sviluppato un rapporto stretto con il mio ingegnere Matteo Flamigni e il mio capo-tecnico Silvano Galbusera». Una squadra completa e vincente, insomma: «Questo è un buon gruppo di lavoro. È certamente utile disporre anche di un ex campione del mondo con una quantità incredibile di esperienza e di grande passione per le corse di moto. Grazie a Luca possiamo spesso avere informazioni importanti per l'assetto e trovare rapidamente le soluzioni».