25 aprile 2024
Aggiornato 09:30
Le manovre dietro le quinte della Rossa

Ferrari in crisi? Ci pensa Sergio Marchionne

Scende in campo il presidente in persona, con una settimana di riunioni decisive con tutti i tecnici a Maranello. In quei giorni il «killer col maglione» ha preparato le sue contromosse, a partire da una profonda riorganizzazione del team

Il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne
Il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne Foto: Ferrari

MARANELLO – Nei momenti di difficoltà sono i generali a dover scendere sul campo di battaglia in prima persona, per tenere alto il morale delle proprie truppe e spronarle a dare il massimo. È proprio quello che, la scorsa settimana, ha fatto il presidente della Ferrari Sergio Marchionne, come rivela il sito specializzato internazionale Motorsport. Di fronte a una crisi scoppiata a inizio stagione (con quella vittoria che lo stesso Marchionne aveva posto come obiettivo fin dalla gara di esordio in Australia che continua a sfuggire) e conclamata definitivamente con il flop nell'ultimo Gran Premio in Gran Bretagna, il numero uno della Rossa ha deciso di liberare la sua agenda dai tanti impegni di cui si deve occupare come capo del gruppo Fca e di rimanere a Maranello per alcuni giorni. Serviva un intervento diretto, infatti, per capire nel dettaglio che cosa non abbia funzionato finora.

In cerca di un colpevole
E proprio per fare chiarezza, il presidente ha organizzato un fitto calendario di riunioni con i tecnici del Cavallino rampante, concentrandosi in particolare su quelli dei reparti telaio e aerodinamica. Il «killer col maglione», come lo ha ribattezzato la stampa inglese, non ha voluto incontrare solo i responsabili, ma anche gli ingegneri più bassi in grado, in cerca di risposte alle domande cruciali da cui dipende il futuro della Ferrari. È vero che i progressi della SF16-H procedono al massimo regime, come sostengono i vertici tecnici, o piuttosto la Scuderia non riesce ancora ad estrarre il massimo potenziale dalla vettura, al contrario della rivale Mercedes? Come mai la monoposto è così sensibile alle variazioni d'assetto, tanto da essere competitiva solo in condizioni molto particolari e specifiche? Dopo questo giro di consultazioni, Marchionne si è fatto un'idea molto più precisa. E ha iniziato a preparare le contromosse, che potrebbero cominciare proprio da una riorganizzazione dei reparti tecnici, promuovendo gli uomini che finora non sono stati sfruttati al massimo, a scapito di quelli che non hanno portato i risultati sperati.

Nessun intoccabile
La prima testa che rischia di saltare, però, resta quella del team principal Maurizio Arrivabene, che da tempo si sussurra sia finito sotto la lente d'ingrandimento del presidente. Le ultime indiscrezioni parlavano di un suo allontanamento consensuale già dalla prossima pausa estiva, ma Marchionne per ora sembra intenzionato a graziarlo. Ma solo per ora: «Per quanto ne so – ha scritto Leo Turrini, uno dei giornalisti italiani più informati sulle questioni della Ferrari – Sergio Marchionne non ha intenzione di liberarsi di Maurizio Arrivabene. Ma non sono così intimo con il presidente, per cui sarà il tempo a dircelo». La pazienza di Sergio sembra ormai agli sgoccioli. Se non si darà una brusca sterzata alle prestazioni, nessun membro della squadra potrà ritenere la sua posizione al sicuro.