16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00

I compagni di Salom ricordano il «pilota gentile»

Il podio della Moto2, la categoria dove correva lo sfortunato 24enne spagnolo che ha perso la vita nell'incidente di venerdì, è tutto dedicato a lui: «Simpatico, scherzava sempre. E su alcune piste era davvero imbattibile»

BARCELLONA – Sul podio, una volta tanto, non c'è voglia di festeggiare. Non ci sono sorrisi, non ci sono esultanze, non ci sono nemmeno i colori delle tute, coperti per l'occasione dalla stessa maglietta. Nera come il lutto e con la scritta «LS39»: le iniziali e il numero di gara di Luis Salom, il 24enne pilota spagnolo che ha perso la vita in un incidente durante le prove libere di venerdì scorso. I piloti della Moto2 sono inevitabilmente quelli più toccati dalla tragedia, perché è toccata proprio ad un loro «compagno di classe». Così i risultati di giornata sono tutti dedicati a lui. «Sono felice di essere riuscito a vincere oggi, perché il mio obiettivo era quello di dedicare la vittoria a Luis – racconta Johann Zarco, primo al traguardo – A riuscirci è uno solo, ma tutti noi abbiamo dato il massimo in suo onore fin dal sabato mattina. E sul podio abbiamo condiviso insieme un momento toccante». «Sono senza parole, non riesco ad esprimere i miei sentimenti», aggiunge Alex Rins, secondo classificato. E il terzo sul podio, Takaaki Nakagami: «Il weekend è stato difficile per tutti, venerdì non avevo più motivazione, ero tristissimo e non pensavo di riuscire a correre. Quando sono tornato in pista le mie sensazioni non erano al cento per cento sulla gara».

Simpatico e veloce
Tutti ricordano il loro sfortunato collega con la stessa immagine: «Era un ragazzo gentile, una bella persona – prosegue Nakagami – Corremmo insieme prima nel campionato spagnolo e poi, dal 2014, qui in Moto2. E di lui ricordo soprattutto le sue continue battute». «Due anni fa lottammo insieme contro Maverick Vinales per il titolo della Moto3, poi l'anno passato fummo compagni di squadra in Moto2 – ricorda Rins – Fuori pista era divertente, scherzava sempre, anche durante i lunghi viaggi in aereo». «Iniziai la mia carriera insieme a lui, nella Rookies Cup, nel 2007 – chiosa Zarco – Lì lo conobbi, poi salimmo insieme in 125 e in Moto2. Il mio ricordo è legato alla pista di Assen, l'università del motociclismo: lì ottenne la sua prima vittoria in Rookies Cup. Una pista che amava. E dove era imbattibile».