30 settembre 2020
Aggiornato 11:30
Lo scontro è appena cominciato

Rossi vs Lorenzo, in Yamaha è alta tensione

Por Fuera domina in pista, il Dottore fuori con le sue dichiarazioni e la sua guerra psicologica. Così, anche nel primo Gran Premio del 2016, non sono mancate le scaramucce tra i due compagni di squadra. Alla faccia del buon vicinato.

ROMA – Altro che «Voltiamo pagina, pensiamo al 2016». Altro che rispetto reciproco, buon vicinato di box, o finanche la minima correttezza richiesta tra compagni di squadra. Già nel primo Gran Premio della stagione di MotoGP, in Qatar, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi non hanno fatto altro che stuzzicarsi per quattro giorni consecutivi. E se il primo ha dimostrato la propria attuale superiorità indiscussa in pista, il secondo ha ribadito una volta di più la sua inarrivabile abilità nel gestire a suo vantaggio l'esposizione mediatica e le battaglie psicologiche. Prima ancora che a Losail scattasse il semaforo verde sulla prima sessione di qualifica dell'anno, l'ascia di guerra che i due piloti della Yamaha avevano dichiarato di avere sotterrato nel corso dell'inverno (ma chi ci credeva?) è infatti tornata prepotentemente alla luce.

Battuto sul tempo
E a lanciare la prima provocazione, prendendo alla sprovvista il suo diretto avversario, è stato proprio il Dottore, che nella prima mattinata di sabato ha annunciato il rinnovo del suo contratto per altri due anni. Un colpo da maestro: non tanto perché lui stesso aveva giurato di voler attendere almeno cinque o sei gare prima di decidere del suo futuro, ma perché proprio Por Fuera aveva ammesso di voler arrivare alla firma prima ancora del GP del Qatar. Invece una firma è arrivata, ma quella del suo compagno di squadra. «Il team era contento di continuare, io pure, quindi mi sono detto: perché no?», ha sorriso Vale. Che Lorenzo non l'abbia presa benissimo è una certezza. Basta ascoltare le poche e stizzite parole con cui ha commentato la notizia, con il piglio di un bambino dell'asilo offeso per il dispetto di un coetaneo: «Per lui era facile rinnovare, non aveva alternative, io invece...». Lui, invece, è tentato di accettare il corteggiamento multimilionario della Ducati, più che altro per rifilare uno schiaffo morale allo stesso Rossi, che la sfida in rosso la fallì solo un paio d'anni fa. «Sul tavolo ha la nostra migliore offerta e stiamo aspettando una sua risposta, ma non la aspetteremo per sempre», lo ha avvertito il boss della squadra Lin Jarvis. E Valentino ha rincarato la dose da par suo: «Per cambiare moto ci vogliono i co...ni, quindi penso che resterà».

Gestacci in mondovisione
Poche ore dopo, e lo scontro si è trasferito sul circuito. Con tanto di momenti di aperta tensione: come quando, nell'ultima sessione di prove libere, Rossi stava iniziando il suo giro lanciato e ha incontrato Lorenzo in rallentamento nel bel mezzo della curva, dovendosi così misurare in un rischioso sorpasso al limite. L'italiano si è voltato con un gesto interrogativo e per tutta risposta si è beccato un vaffa in diretta mondiale. «È uscito dai box senza guardare e si è buttato nella prima curva – ha denunciato il tavulliese – ma stavo arrivando io e così mi ha rovinato il giro. A Misano l'anno scorso, a parti invertite, lui protestò così tanto che mi diedero un punto di penalità, mentre lui l'ha passata liscia. Non è giusto». «Rossi non ha motivo di lamentarsi – ha ribattuto il maiorchino – Ero già in curva e non potevo fermarmi o andare fuori pista per farlo passare, quindi ho fatto l'unica cosa che potevo: stare vicino alla linea bianca».

Vittoria e dispetto
Per prendersi la sua rivincita, Jorge ha atteso la gara. Dominata da par suo, a suon di sorpassi e di un ritmo da martello pneumatico. Ma anche stavolta vincere non gli è bastato: ha dovuto sfruttare l'occasione per prendersi una piccola rivincita sul suo compagno-rivale. Così, appena parcheggiata la sua moto in parco chiuso, si è alzato in piedi e ha rivolto alla telecamera un gesto inequivocabile: 'Taci'. A chi fosse rivolta quella provocazione l'hanno capito proprio tutti, ma lui non ha voluto confermarlo: «Un'immagine vale più di mille parole – ha tagliato corto in conferenza stampa – Non voglio farmi trascinare in battaglie dialettiche. Oggi ho parlato in pista, che è il miglior modo in cui possa esprimermi». Rossi gli ha risposto rivolgendogli l'ennesima risata: «Il gesto era rivolto a me? Non credo...», ha scherzato il tavulliese. Una cosa, insomma, dal primo Gran Premio dell'anno l'abbiamo già capita chiaramente: la temperatura all'interno del box Yamaha è altissima. E non è bastata l'acqua gettata dai vertici del team durante il pre-campionato a spegnere quel fuoco che, in effetti, ha continuato a covare sotto la cenere. Pronto ad esplodere, come in effetti è accaduto, al primo scontro diretto. Meno male che questo era solo il primo Gran Premio dell'anno.