29 settembre 2020
Aggiornato 12:30
La classifica di GazzaBet

Pirlo e il Milan: i momenti indimenticabili

Il centrocampista bresciano, oggi emigrato in America nella MLS, ha lasciato ricordi indelebili nel cuore dei tifosi rossoneri ed ancora oggi viene indicato come uno dei migliori giocatori della storia del club.

In un calcio sempre alla ricerca di paragoni illustri non stupiscono le dichiarazioni del Presidente del Milan, Berlusconi, che, festeggiando il trentennale della sua presidenza ha parlato del giovane Manuel Locatelli, appena integrato in pianta stabile in prima squadra, come del nuovo Pirlo.
Il centrocampista bresciano, oggi emigrato in America nella MLS, ha lasciato ricordi indelebili nel cuore dei tifosi rossoneri ed ancora oggi viene indicato come uno dei migliori giocatori della storia del club.
Gazzabet ha stilato una classifica dei migliori ricordi di Pirlo al Milan. Vediamo insieme alcuni dei momenti più importanti di una carriera decennale che è coincisa molto spesso con successi di squadra che, ad oggi, sembrano irraggiungibili.

Il primo gol di Pirlo con la maglia rossonera
Il primo gol non si scorda mai. E per Pirlo il primo della carriera rossonera è una grandissima punizione contro il Parma. Il 30 marzo 2002 il centrocampista realizza il gol del 2-1 e fornisce l'assist a Inzaghi per il decisivo gol del 3-1 che fissa il risultato finale e corre a festeggiare sotto la curva rossonera.

La prima Champions League
Pirlo è alla sua prima stagione nel ruolo di mediano davanti alla difesa dopo i trascorsi interisti da trequartista. Sarà una delle più grandi intuizioni da allenatore di Carlo Ancelotti. La stagione 2002-03 si conclude con la vittoria della Coppa Italia e con il trionfo in finale di Champions League contro la Juventus. Pirlo è protagonista di tutta la campagna europea rossonera fino all'atto conclusivo di Manchester. Emblematica la dichiarazione del c.t. della nazionale brasiliana del periodo, Parreira: «In questa posizione, è lo Zico davanti alla difesa». Nei commenti post-partita Pirlo renderà omaggio pubblicamente al suo allenatore: «devo ringraziare Ancelotti che mi ha sempre dato fiducia. Non arrivare alla finale, per noi come l'Inter, sarebbe significato aver disputato una stagione da buttare. Invece siamo arrivati fino a Manchester e abbiamo anche vinto».

La notte maledetta di Tokyo
14 Dicembre 2003, Tokio. Passiamo alle note dolenti. Un Milan super favorito affronta il Boca Juniors, campione del Sudamerica, nella finale di Coppa Intercontinentale. Ma come spesso succede il calcio è crudele e non rispetta i pronostici. Pirlo, uno dei rossoneri più positivi fino a quel momento della stagione, incappa in una serata stregata e sbaglia due rigori decisivi. Coppa in Argentina.

Il primo scudetto al Milan
Nonostante la sconfitta della Coppa Intercontinentale il Milan chiude la stagione 2003-04 con lo scudetto, il primo rossonero di Pirlo. Il centrocampista terminerà l'annata con 44 presenze e con un invidiabile bottino di 8 gol. Niente male per un regista.

Il dramma di Istanbul
Il 25 Maggio 2005, Milan e Liverpool si affrontano ad Istanbul nella finale di Champions League. I rossoneri chiudono il primo tempo sul 3-0. Partita in ghiaccio e grandi esultanze nello spogliatoio. Parlavamo in precedenza di calcio crudele? Eccovi serviti. Nella ripresa il Liverpool guidato dal capitano Steven Gerrard agguanta il pareggio e riesce, grazie ai miracoli del portiere Dudek, a vincere la coppa dopo i calci di rigore. Per Pirlo errore decisivo dal dischetto nella serie finale.
«Il giorno in cui lascerò il calcio è ancora lontano - ha dichiarato il centrocampista bresciano in una delle sue ultime interviste italiane -  ma ammetto che dopo la sconfitta del Milan nella finale di Champions contro il Liverpool l’idea mi passò per la testa. Per qualche giorno rimasi demotivato, senza forze, incapace di trovare una spiegazione a quanto successo. Credetti davvero che fosse finita». Fortunatamente ci ha ripensato.

La vendetta: per la seconda volta sul tetto d’Europa
«La vendetta è un piatto che va servito freddo». Ed è proprio quello che deve aver pensato il popolo rossonero nella fortunata notte del 23 Maggio 2007. Il remake della finale Milan-Liverpool si tiene in una Atene piena all'inverosimile. Questa volta Pirlo e compagni mantengono i nervi saldi e vendicano la sconfitta del 2005 tornando, a quattro anni di distanza, sul tetto d'Europa. Il centrocampista firma, con un po' di fortuna, su punizione l’assist per Filippo Inzaghi che vale il vantaggio rossonero sugli inglesi.

L’ultimo scudetto con il Milan
L'ultimo scudetto del Milan e di Pirlo vestito di rossonero arriva a sette anni di distanza dal primo. Il bresciano, finito ai margini della squadra per la volontà dell'allenatore Allegri di avere una «diga» più muscolare davanti alla difesa, porterà comunque il suo contributo alla vittoria in volata del Tricolore ai danni dell’Inter di Leonardo.
Dopo la festa scudetto annuncia il suo passaggio alla Juventus dichiarando: «Ho trascorso dieci anni splendidi qui, la mia avventura nel Milan è stata straordinaria».

È difficile sintetizzare una carriera come quella di Pirlo al Milan. Una carriera in cui la svolta è arrivata grazie alla sapienza tattica di Carletto Ancelotti e grazie all'intuizione della dirigenza rossonera che l'ha strappato a suon di milioni ai cugini nerazzurri attirandosi, in un primo momento, insulti e sberleffi. La storia ha dimostrato che avevano ragione.

I ricordi citati alternano grandi vittorie a cocenti delusioni, come quella della sconfitta di Istanbul, ma non cancellano quello che il centrocampista bresciano ha rappresentato per il Milan e per il calcio italiano in generale (ricordate il mondiale 2006?) Andrea Pirlo sarà per sempre un’icona del Milan, indipendentemente dal fatto che nella sua carriera ha indossato anche altre casacche e che i rapporti con il club del Presidente Berlusconi si siano interrotti in maniera non proprio amichevole. Quel che è sicuro è che la storia del Milan di Ancelotti, le due Champions League ed i due scudetti vinti non sarebbero stati possibili senza le invenzioni del centrocampista «con una sola espressione» ma con due piedi magici.