28 settembre 2020
Aggiornato 08:00
Via alle ostilità in Qatar

Rossi vs Lorenzo: è già duello

Prima sessione di prove libere del 2016 e il copione è subito lo stesso di un anno fa. Il campione del mondo in carica domina la classifica, ma il suo compagno di squadra è secondo. E gli tiene il fiato sul collo

DOHA – Dove eravamo rimasti? Ci siamo lasciati alle spalle un intero inverno di veleni, dichiarazioni, novità tecniche, sviluppo delle moto, test. Ma quando il sipario si riapre, il copione che ammiriamo sul palco è sempre lo stesso: Jorge Lorenzo contro Valentino Rossi, Valentino Rossi contro Jorge Lorenzo. Oggi, nella prima sessione di prove libere della nuova stagione, il campione del mondo in carica ha ripreso il discorso lì dove lo aveva abbandonato: dalla prima posizione. Ma alle sue spalle, e stavolta staccato di poco più di due decimi e mezzo, gli tiene il fiato sul collo il suo compagno di squadra e primo rivale. Por Fuera, comunque, non guarda troppo alle posizioni o ai distacchi dei rivali: si concentra su se stesso, sulla consapevolezza di avere iniziato con il piede giusto e di avere ancora davanti un buon margine di miglioramento. «Più che il tempo o la classifica, l'aspetto più importante è aver dominato le prove fin dal primo giro – racconta il maiorchino – I tempi sono arrivati naturalmente. Eppure sono ancora distante dal mio miglior crono degli ultimi test, nonostante l'aderenza della pista fosse simile, il che significa che posso crescere ancora». La lista dei lavori da svolgere nei prossimi giorni è già chiara in mente: «La principale difficoltà al momento riguarda l'elettronica – spiega – Bisogna fare attenzione, essere più puliti e precisi con l'acceleratore, risparmiare energie per gli ultimi giri. E poi c'è la scelta delle gomme: alla fine ho provato l'anteriore con la mescola intermedia, che sembra essere una buona opzione per la gara».

Vale meglio di un anno fa
Jorge Lorenzo, insomma, ha cominciato come meglio non si poteva. Ma anche Valentino Rossi è partito forte, più forte di un anno fa (quando comunque la prima gara, alla fine, la vinse lui), più forte perfino di quanto si aspettasse. «Nel 2015 avevo cominciato piano – ricorda il Dottore – Stavolta ho subito fatto un buon turno, e il secondo posto è un ottimo modo per cominciare. Le condizioni erano diverse dai test, la pista era sporca, con molta sabbia, ma ho continuato a migliorare il mezzo durante tutto il turno e sono già andato più veloce che nei test. Ma le condizioni cambieranno ancora nel corso del weekend, quindi dovremo stare attenti all'assetto e alla scelta delle gomme per domenica, visto che con le Michelin abbiamo meno esperienza che con le Bridgestone». Anche per il campione di Tavullia gli pneumatici restano un'incognita pesante: «Ho dei dubbi sia all'anteriore che al posteriore: sembra che la gara si possa fare con tutte le mescole, anche se oggi davanti ne ho provate solo due su tre e la media sembra la migliore. Però con le Bridgestone era il pilota a doversi adattare alle gomme, con le Michelin possiamo giocarcela di più e sfruttare il nostro stile di guida». Dagli avversari, nessuna sorpresa: «Lorenzo si conferma l'uomo da battere: per lottare con lui sarà importantissimo partire davanti, perché se mi qualificassi ottavo come l'anno scorso sarebbe difficilissimo. Oggi non ero lontano nel passo, anche se lui ha usato solo una gomma e io due, quindi sono stato leggermente avvantaggiato. Poi sono andati bene anche Iannone, Barbera e Vinales: Maverick è molto bravo, è uno di quelli che hanno qualcosa in più. E quando ho letto la sua data di nascita, 1995, pensavo di essermi sbagliato... Marquez sembra un po' più indietro ma in gara lui viene sempre fuori. Rivedremo la stessa gara dell'anno scorso? Beh, magari! Mi piacerebbe...».