30 settembre 2020
Aggiornato 11:30
Il punto di vista del Dottore

L'accusa di Valentino: «Marquez mi ha tradito»

Dopo le minacce («Io non dimentico»), Rossi passa alle spiegazioni. E al racconto della sua versione, quella che passa per una forte delusione umana: «Mi sono fatto fregare da Marc: diceva di essere mio tifoso, ma erano cagate»

ROMA – Non solo la promessa che non dimenticherà. Ma anche la sensazione di essere stato tradito. Da un rivale, certo, ma pur sempre un rivale con cui aveva un ottimo rapporto. E che addirittura si continuava a professare un suo tifoso. A pochi giorni dall'inizio del Motomondiale 2016, Valentino Rossi torna ancora sullo scontro con Marc Marquez: un tema che ha dominato il finale della scorsa stagione e che minaccia di continuare a tenere banco anche nell'annata che sta per scattare. Dopo le velate minacce di vendetta che ha rivolto al suo avversario spagnolo nell'intervista uscita ieri su Motosprint, stavolta ai microfoni della Gazzetta dello Sport approfondisce invece maggiormente la delusione umana provata di fronte al drastico e inaspettato cambio di atteggiamento del giovane campione. «Mi sono fatto fregare da Marquez – ammette apertamente, con delusione e amarezza, il Dottore – Lui mi ha veramente tradito. È arrivato dicendo che era mio tifoso, ma erano tutte cagate. Io ci avevo quasi creduto, ero pronto ad avere una rivalità matura, dando il 100% in pista, ma poi fuori comportandoti alla stessa maniera. Ma da parte sua era tutta una bugia. Ad Assen ho capito che faceva il mio amico solo se mi batteva. Troppo facile così». Ed è per questo il fenomeno di Tavullia ribadisce che «dopo quello che è successo non ci potrà mai più essere un rapporto personale tra noi due. Neanche minimo. Ma dovremo essere avversari in pista, per qualche anno spero, e lì tutti e due dovremo portarci rispetto. Quello sarà importante».

Intanto cambiano le regole
Un ruolo, però, nel discusso finale di campionato 2015 lo hanno giocato anche la Federazione motociclistica internazionale e l'organizzatore Dorna. Che, penalizzando Valentino dopo l'incidente con Marquez a Sepang, gli hanno di fatto impedito di giocarsi ad armi pari la finale con Jorge Lorenzo, uscito poi vincitore. Peccato che, a poche settimane di distanza, la stessa Fim abbia sentito la necessità di cambiare il sistema di penalità per il futuro, impedendo che in futuro si verifichino casi come quello che lo ha riguardato. «Io non ho capito bene cosa hanno fatto – commenta Rossi – Ma si sente spesso dire che a Valentino non fanno niente, che è amico di Ezpeleta, che comanda. Invece si è dimostrato che non è così. Sarebbe stato molto meglio ricevere una penalità in Malesia, ma potermi giocare le mie chances a Valencia. Invece la direzione gara mi ha tolto qualsiasi possibilità di giocarmela». In conclusione della sua intervista, il pilota pesarese ha confermato anche la sua intenzione di restare in MotoGP oltre la scadenza dell'attuale contratto con Yamaha, fissata a fine anno: «Passeranno cinque o sei gare (prima di decidere se continuare o meno, ndr), ma sono abbastanza convinto di continuare per un paio di anni e Yamaha anche. Poi basta, anche perché mi vengono i capelli bianchi. Però a 39 anni potrò correrne una decina in auto, fare le gare più affascinanti. La 24 Ore di Le Mans. O la Dakar. Anche se lì ci si alza troppo presto..».