28 settembre 2020
Aggiornato 16:30
Calcio

Maniero: «Il Milan non è sincero coi suoi tifosi»

L’ex centravanti rossonero individua nella società i continui fallimenti della squadra milanista: «Si deve essere sinceri con i tifosi e questo molto spesso negli ultimi anni non è stato fatto».

MILANO - Il Milan si avvia a completare l’ennesima stagione deludente, salvata forse dalla finale di Coppa Italia, traguardo comunque complicatissimo vista la sfida all’imbattibile Juventus di Allegri. Ma di chi sono le colpe? Berlusconi le imputa quasi interamente agli allenatori (scelti peraltro da lui stesso) e in piccola parte ad Adriano Galliani a cui lancia delle stilettate che qualche tifoso poco attento raccoglie. Secondo Filippo Maniero, ex centravanti milanista nella stagione 1997-98, invece, gran parte delle responsabilità sono da imputare proprio alla dirigenza: «Io penso che il problema principale sia far credere ogni anno che il Milan sia competitivo ad alti livelli - sostiene l’ex calciatore - quando la realtà è ben diversa. Si deve essere sinceri con i tifosi e questo molto spesso negli ultimi anni non è stato fatto».

Chiarezza, questa sconosciuta
Finalmente qualcuno che analizzi la situazione del Milan per quella che è: una società assente, incapace di difendere i propri tesserati, anzi, brava solamente a scaricare le responsabilità una volta su uno e una volta sull’altro. Nel giugno del 2012 Berlusconi confermò in diretta televisiva l’incedibilità di Thiago Silva (con tanto di posticcio rinnovo contrattuale) e Ibrahimovic, salvo poi cederli una settimana più tardi, ingolosito dai dobloni del Paris Saint Germain. Da lì in poi, la dirigenza rossonera ha perso completamente la bussola cambiando 4 allenatori (per lo più incolpevoli dei disastri della società) a cui ad arte è stato gettato fango addosso come se avessero rovinato la creatura rossonera, già smembrata dalla presidenza con le cessioni di cui sopra ed acquisti inconsistenti. Nell’ultima estate, poi, alla promessa di riportare a Milanello Zlatan Ibrahimovic, è seguito il ritorno dell’inutile Balotelli e l’arrivo di Luiz Adriano, buon attaccante ma nulla più, il tutto condito da farneticazioni circa scudetto come obiettivo massimo e terzo posto come minimo. I risultati? Eccoli qui. A giugno cosa accadrà? Probabilmente Sinisa Mihajlovic sarà il quarto sacrificato sull’altare rossonero, pronto a far posto ad un altro agnello che 365 giorni dopo subirà il medesimo destino. Questo è il Milan.