Il segreto Ferrari per migliorare il motore
Gli ingegneri della rossa stanno lavorando sulla camera di combustione per aumentarne la pressione e di conseguenza la potenza dell'intero propulsore. Potrebbe essere l'arma segreta per battere finalmente la Mercedes
MARANELLO – La Ferrari lavora sul motore. Più che l'aerodinamica, infatti, proprio la famigerata power unit è stata il principale punto debole della rossa rispetto alla Mercedes nella scorsa stagione. Dunque, va da sè che il propulsore (nome in codice 059/5) è l'elemento della monoposto sul quale gli ingegneri di Maranello stanno concentrando maggiormente i propri sforzi, anche grazie ad un allentamento delle restrizioni sullo sviluppo. Scrive la testata specializzata straniera Motorsport, citando fonti vicine alla Scuderia, che l'attenzione del capo progettista dei motori Lorenzo Sassi si è concentrata in particolare sulla camera di combustione, perseguendo una direzione innovativa il cui obiettivo è allo stesso tempo quello di ridurne le dimensioni e di aumentarne le prestazioni.
Come un diesel
I tecnici hanno fissato l'asticella a 300 bar: il valore della pressione che si vuole raggiungere nella camera di combustione, molto più elevata di quella dell'anno passato che arrivava al massimo ai 220-240 bar. Perché? Per far funzionare il V6 di Maranello in modo molto simile a un diesel, ovvero riducendo il tempo di iniezione. Se alzando la pressione (e dunque la temperatura, che potrebbe superare anche i 1100°C) si riesce a far bruciare la benzina già prima che scatti la scintilla, la potenza aumenterà improvvisamente. Detto così, il concetto sembra facile, ma realizzarlo in pratica è molto complicato. Una delle trovate che i motoristi del Cavallino rampante hanno studiato per riuscirci sono i tromboncini d'aspirazione a geometria variabile, proibiti nel 2014 ma nuovamente concessi a partire dal prossimo anno.
Arriva un ex Mercedes
Altre modifiche al nuovo motore riguarderanno lo spostamento del compressore e degli intercooler dell'aria e dell'acqua, che sarano anche più grandi, e il miglioramento dell'impianto di raffreddamento, proprio alla luce delle temperature di esercizio più elevate che verranno raggiunte con questo nuovo sistema. A dare una mano al team saranno poi anche i fornitori Shell, che dovrà realizzare un'apposita nuova miscela di carburante, e Magneti Marelli, per modificare gli iniettori e la pompa della benzina in carbonio, ma anche un ex ingegnere della Mercedes, Wolf Zimmermann, che con la sua struttura di consulenza in particolare sta controllando che questo aumento delle prestazioni non comprometta l'affidabilità. Il tutto per raggiungere il chiaro obiettivo già fissato esplicitamente dal presidente Sergio Marchionne: vincere il primo Gran Premio 2016 in Australia. E poi il Mondiale.
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