26 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Mondiale per Club

Festa rovinata per Lionel Messi

Il fuoriclasse blaugrana è stato aggredito al suo arrivo all'aeroporto di Tokyo, in transito per la Spagna, dai tifosi del River Plate. Zuffa evitata, un uomo avrebbe anche sputato.

TOKYO - Festa rovinata per Lionel Messi. Il fuoriclasse blaugrana è stato aggredito al suo arrivo all'aeroporto di Tokyo, in transito per la Spagna, dai tifosi del River Plate. La squadra, di ritorno da Yokohama dove ha vinto il mondiale per club battendo 3-0 il River Plate, ha trovato un gruppo di sostenitori della formazione argentina che ha inscenato una contestazione. I tifosi del River hanno cominciato ad insultarlo. un uomo lo avrebbe spintonato sputando e ne sarebbe nata una rissa sedata dall'intervento di Luis Enrique e Mascherano.

Presidente River Plate si scusa per aggressione
Il presidente del River Plate, Rodolfo D'Onofrio, ha espresso la sua ferma condanna per l'aggressione da parte di alcuni tifosi dei 'millonarios' nei confronti di Lionel Messi avvenuta all'aeroporto Narita di Tokyo dopo la finalissima del mondiale per club vinta dal Barcellona 3-0 contro la formazione argentina. «C'è sempre qualche sciocco, per definirlo in maniera gentile. Ho appena letto che Messi ha avuto problemi all'aeroporto con alcuni tifosi che si sono scaldati più del dovuto... non è stata una situazione molto logica e Messi è stato oggetto di una stupida reazione», ha affermato D'Onofrio a Fox Sports. Il dirigente argentino riferendosi al fuoriclasse del Barcellona ha poi aggiunto: «Leo è il migliore, un cavaliere, quando ha segnato ha alzato la mano chiedendo scusa». D'Onofrio riporta poi il dialogo intercorso con il campione argentino: «Si è felicitato con noi per dove siamo arrivati, mi ha raccontato la sua storia e di esser stato a un passo dal River. Bisogna saper perdere e capire quando l'avversario ti è superiore». Il numero uno del club di Buenos Aires ha poi parlato dei contatti presi con Mascherano per un possibile ritorno in Argentina del giocatore: «Ci siamo parlati, ho provato a sedurlo».