23 agosto 2019
Aggiornato 12:30

La politica salva il Gran Premio di Monza (forse)

La commissione bilancio della Camera approva un emendamento alla legge di stabilità che consentirà all'Aci di finanziare la gara brianzola. «Ora il lavoro più importante è fatto», sorride il presidente Sticchi Damiani

ROMA – Arriva dal parlamento un bel regalo di Natale per il mondo dell'automobilismo italiano. O, almeno, sta per arrivare. Al termine di una seduta fiume di 37 ore, infatti, la commissione bilancio della Camera ha dato il suo semaforo verde all'emendamento alla legge di stabilità: proprio quello che serviva per salvare il Gran Premio di Formula 1 a Monza il cui futuro è ormai da mesi avvolto nel dubbio. Secondo quanto scrive oggi La Repubblica, sarebbe stato riscritto l'articolo 183, consentendo all'Aci di contribuire al finanziamento della gara brianzola. Ovvero, di quei 30 milioni che Bernie Ecclestone chiede all'Autodromo nazionale per guadagnarsi il suo posto in calendario, e sui quali si era arenata la trattativa sia con i rappresentanti dell'Automobile club che con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che aveva incontrato il patron della F1 proprio nel corso dell'ultimo GP d'Italia, nel settembre scorso.

Ostacolo rimosso
La precedente scrittura della legge limitava le possibilità di utilizzo delle risorse dell'Aci, perché i suoi introiti vengono non solo dalla divisione sportiva, ma anche dalle licenze stradali. Montecitorio, invece, ha modificato la norma in modo che proprio l'ente possa stanziare i soldi che mancano a coprire i costi per l'organizzazione della corsa. Se la legge di stabilità verrà effettivamente approvata in questa forma, si prevede entro Natale, a quel punto sarà molto più agevole raggiungere un accordo con Ecclestone per rinnovare la presenza del Gran Premio in Italia, addirittura fino ai prossimi sette anni. «Era questa legge che ci impediva di intervenire per salvare Monza – ha dichiarato il presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani, alla Gazzetta dello Sport – Avevamo problemi a distinguere gli introiti sportivi da quelli delle altre attività. Questa modifica è stata decisiva, e quindi il lavoro più importante è fatto».

Percorso più agevole
Quella concordata con la politica sembrava l'ultima chance per gettare un salvagente al più importante evento automobilistico italiano: «Dobbiamo essere chiari sulla scelta che avevamo di fronte a noi – prosegue Sticchi Damiani a Motorsport – Volevamo il GP o no? Se lo volevamo a Monza dovevamo trovare le risorse. Se fossero venute dal governo ci sarebbero state grosse controversie, perché si presume che quel denaro vada a risolvere i problemi sociali dell'Italia. Ora possiamo dire che una parte dei finanziamenti verranno dai tagli e dai risparmi nel budget dell'Aci. In tutto il mondo viene utilizzato denaro pubblico per organizzare i Gran Premi. Nel nostro caso, sarà quello della federazione automobilistica; in altre parti del mondo, sono addirittura i governi nazionali: è impensabile che ogni evento possa pagare ciò che chiede Bernie Ecclestone».