22 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
Cambiano le regole tecniche?

Ducati e Honda vogliono «scongelare» i motori MotoGP

I boss delle due case sono d'accordo: è arrivato il momento di tornare a consentire lo sviluppo tecnico dei propulsori anche a stagione in corso. Ma per cambiare i regolamenti dal 2016 ormai è troppo tardi.

ROMA – Già tutti i team Factory, come erano chiamati fino all'anno scorso, dalla nuova stagione potranno contare su due motori in più: sette contro i vecchi cinque per ogni pilota. L'ultima modifica regolamentare decisa solo la settimana scorsa, poi, darà un ulteriore vantaggio alla Ducati, unica casa ad aver perso le concessioni Open tra il 2015 e il 2016: altre quattro specifiche di propulsore in più da poter omologare. Ma alla rossa di Borgo Panigale, evidentemente, tutto questo non basta. Bisogna fare di più: forse addirittura arrivare allo «scongelamento» definitivo dei motori.

Regole troppo rigide
Tutte le specifiche che le case possono utilizzare nel corso della stagione, infatti, vanno ancora rigorosamente omologate a inizio anno e poi non possono essere più modificate fino alla fine del campionato, a meno di gravi problemi di sicurezza. Una soluzione voluta dai vertici della Federazione qualche anno fa, per ridurre i costi dello sviluppo tecnico che minacciavano di sfondare ogni tetto di sostenibilità, ma che porta con sé anche degli effetti collaterali per lo spettacolo e la competizione: se gli ingegneri non possono fare nulla per migliorare i propri motori, infatti, i rapporti di forza tra le varie squadre rischiano di rimanere immutabili. Come nel 2015 ha scoperto a sue spese la Honda: a inizio anno ha deliberato un motore che i piloti hanno scoperto troppo tardi essere eccessivamente aggressivo e così si è auto-condannata all'inevitabile sconfitta nel Mondiale.

L'insolita alleanza
Non a caso proprio il costruttore giapponese sembra essersi finalmente convinto che le regole dovrebbero cambiare: «Per il futuro proporrei la possibilità di uno o due sviluppi al motore durante la stagione – ha recentemente dichiarato il team principal Livio Suppo – Sarebbe meglio per il campionato e lo spettacolo». Una posizione che da tempo, come dicevamo, anche la Ducati: «Ho sempre cercato di portare avanti questa idea, ma era stata bocciata dai costruttori giapponesi», spiega il direttore generale Gigi Dall'Igna a GP One. Non subito, però: «Da tempo propongo uno o due step evolutivi per i motori durante la stagione, ma ormai il campionato 2016 è partito e non si possono cambiare le regole. Mi sembrerebbe molto strano e anche poco piacevole modificare le regole a stagione già iniziata. Però sono disponibile a discutere con gli altri costruttori sull’argomento in vista del 2017». E con il sostegno di due delle tre principali case, forse questa sarà davvero la volta buona per togliere i motori di MotoGP dal freezer.