12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
L'intervista al numero uno della rossa

Marchionne: «Per Monza non prometto nulla. Ma nel 2016…»

Il manager italo-canadese visita per la prima volta il paddock del Gran Premio d'Italia da presidente della Ferrari: «Questo weekend sarà difficile lottare con la Mercedes. Però l'anno prossimo sarà tutta un'altra storia»

MONZA – Come di consueto, è il sabato del Gran Premio d’Italia il giorno dei presidenti della Ferrari. Lo era per Enzo Ferrari, lo è stato per Luca di Montezemolo e oggi, per la prima volta, lo è per Sergio Marchionne. La sua prima gara di Monza in visita da numero uno della rossa. Purtroppo, in una circostanza sportivamente poco favorevole per la sua Scuderia.

Presidente, questa Mercedes sembra sulla luna, dice Arrivabene.
Ci rendiamo conto benissimo del lavoro fenomenale che hanno fatto, negli ultimi due anni. La cosa importante per noi, ora, è di finire la stagione al meglio possibile e poi puntare sul 2016. Quella sarà una battaglia completamente diversa, così come lo sarà la macchina su cui stiamo lavorando, visto che abbiamo potuto cominciare con così largo anticipo.

Ma quando vedremo il vero salto in avanti?
Abbiamo già visto un enorme miglioramento delle prestazioni della vettura rispetto all’inizio della stagione. Ammetto che abbiamo cominciato il 2015 con un grosso handicap, ma vogliamo concluderlo al meglio possibile. Non voglio fare pronostici su quanti altri Gran Premi potremo finire sul podio. Spero che entro la fine dell’anno riusciremo a concludere la rimonta e potremo lottare.

Quindi, per Monza, nessuna promessa?
Mi piacerebbe fare il massimo delle promesse. Ma abbiamo visto ieri che la Mercedes ha una macchina eccezionale. In gara, comunque, può succedere di tutto…

Ma lei cosa si aspetta?
Il meglio che possano dare.

Ha parlato anche con la Red Bull per l’eventuale futura fornitura di motori?
Io parlo con tutti. Cerco di aiutare l’azienda.

Alla fine avete confermato Kimi Raikkonen. Questa coppia di piloti è quella perfetta?
Sono contento di averli a bordo. Loro due funzionano bene insieme, abbiamo trovato il livello di armonia e di stabilità che cercavamo da tempo.

E per quanto riguarda la difficile corsa per la sopravvivenza di Monza, cosa pensa?
Penso che sia importante lavorare seriamente per mantenere Monza, che è un circuito importante. Penso che tutti, compresi i non italiani, riconoscano il valore di questa pista. Quanto alle relazioni commerciali tra il circuito ed Ecclestone, le dovranno risolvere loro.

Eppure se il Gran Premio d’Italia dovesse traslocare, c’è in lizza la pista di vostra proprietà, il Mugello.
Cerchiamo di non arrivarci, e di chiudere questa partita in maniera intelligente.

La Ferrari può fare qualcosa al riguardo?
Non possiamo entrare nelle trattative. Ma cercheremo di fare il massimo per salvaguardare la gara.

Per lei è una grande emozione essere qui, immagino.
Una sensazione favolosa, questo è il terreno di casa per la Ferrari e ci sono tantissimi nostri tifosi. Dobbiamo tenere la testa bassa e lavorare. È una grande giornata per noi.