28 marzo 2020
Aggiornato 18:30
Verso il GP d'Italia

Ferrari: «A Monza non aspettatevi miracoli»

Per il Gran Premio di casa la rossa di Maranello sfornerà un nuovo motore. Ma la pista non lascia grandi speranze alla Scuderia: «Non si adatta alla nostra vettura», mette le mani avanti il team principal Maurizio Arrivabene

ROMA – La gara di casa è sempre la gara di casa. E dunque non deve sorprendere se la Ferrari ci tiene particolarmente a ben figurare nel Gran Premio d'Italia di questo weekend. La rossa si giocherà tutte le sue carte: a partire da un motore aggiornato che farà il suo debutto proprio a Monza. Ma allo stesso tempo la Scuderia mantiene un approccio realistico, senza promettere improbabili miracoli. È lo stesso team principal Maurizio Arrivabene a mettere un freno alle aspettative: i lunghi rettilinei del circuito brianzolo, infatti, non sono di certo il terreno di caccia preferito della SF15-T. Almeno, sulla carta: «Sappiamo molto bene che le caratteristiche di Monza sono simili a quelle di Spa o Barcellona – ha dichiarato – ovvero, si adattano meno alla nostra vettura. Mi dispiace perché si tratta del Gran Premio d'Italia, ma voglio essere realista. Non ho alcuna intenzione di mentire ai tifosi: preferisco dire loro le cose come stanno». Perfino il nuovo motore, per il quale Maranello è pronta a spendere almeno due 'jolly' per lo sviluppo, consentirà certamente qualche passo avanti, ma non certo dei balzi spettacolari: «Spenderemo alcuni gettoni, ma pochi, perciò non parlate di 'super-motore'», ha avvertito.

Nessun allarme dopo il Belgio
Se Arrivabene non vuole che lasciar correre eccessivamente le speranze, però, allo stesso tempo non accetta che si parli troppo presto di crisi. È questo stesso approccio improntato al realismo, che ha guidato l'azione del manager bergamasco fin dal suo arrivo alla Ferrari, che lo porta a ridimensionare la debacle dell'ultima gara a Spa-Francorchamps. In cui la sua squadra ha portato a casa i soli sei punti del settimo posto in rimonta di Kimi Raikkonen, mentre il potenziale podio di Sebastian Vettel è stato vanificato dall'esplosione della gomma all'ultimo giro: «Durante un weekend in cui si cerca una prestazione estrema con i materiali che si hanno in mano fin dall'inizio dell'anno, è normale poter riscontrare migliaia di problemi sulla vettura – analizza – Ci sono due modi di poterli affrontare: o perdersi o concentrarsi e lavorare bene. Se devo trovare un lato positivo nel Gran Premio del Belgio, che pure positivo non è stato, devo dire che la reazione del team mi ha soddisfatto». Nello stesso modo, Arrivabene difende l'approccio più conservativo adottato dal Cavallino rampante nelle prove libere del venerdì: «Quando si spinge al massimo la prestazione si possono avere diecimila problemi piccoli o grandi e bisogna risolverli – ribadisce il numero uno della rossa – Il fatto di essere un po' più conservativi al venerdì è una chiara scelta del nostro direttore tecnico James Allison. E penso che abbia più senso essere realisti al venerdì invece di girare con soli 20 kg di carburante». Realisti, appunto. Fino alla fine.

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