20 maggio 2019
Aggiornato 00:30
Ciclismo | Giro d'Italia 2015

Il Giro incorona Contador

Sono tre i Giri d’Italia vinti da Alberto Contador. Il primo è stato quello del 2008, alla sua prima partecipazione alla corsa rosa; la terza è stata conquistata ieri, al termine della Torino-Milano, ultima frazione della 98/a edizione. Aru e Landa sul podio

MILANO - Il belga Iljo Keisse ha vinto la ventunesima ed ultima tappa del Giro d'Italia da Torino a Milano di 178 km. Keiise ha battuto allo sprint il compagno di fuga, l'australiano Luke Durbirdge. Il gruppo, giunto a nove secondi dai fuggitivi è stato regolato allo sprint dal tedesco Roger Kluge. Passerella finale per Alberto Contador che ha conquistato il suo terzo Giro d'Italia dopo quelli del 2008 e 2011 anche se quello del 2011 gli è stato revocato per doping.

Lo spagnolo ha preceduto sul podio finale di Milano Fabio Aru a 1'53" e Mikel Landa a 3'05. Una vittoria inaspettata per Keisse: «E' stata una sorpresa - ha detto all'arrivo - La mia migliore vittoria. Sono un pistard sapevo che potevo far bene in un percorso così tortuoso. Sono stato fortunato a trovare lo spunto giusto e devo ringraziare Durbirdge con il quale ho condiviso la fine. Poi nel finale ho mantenuto la calma ed ho vinto».

Contador: Corsa speciale, potrebbe non essere ultima
«Sono Giri d'Italia speciali, sono molto felice: voglio dire alla gente che mi ha fatto sentire molto amato. Ho superato tante difficoltà, alla fine è arrivata la maglia rosa». Così Alberto Contador, dopo la vittoria al Giro d'Italia, la seconda in carriera dopo quella del 2008. «Non so se è il mio ultimo Giro d'Italia, in Spagna si dice sempre la penultima, non l'ultima. Mai dire mai», ha aggiunto.

Aru: Duro e sofferto, ma sempre emozionante
«Sono felicissimo, è stato un Giro bello, duro e sofferto, ma sempre emozionate». Così Fabio Aru esprime a Raisport la sua soddisfazione per il secondo posto ottenuto al 98esimo Giro d'Italia. «Il pubblico è stato eccezionale, anche qui a Milano c'era tanta gente - dice lo scalatore sardo dell'Astana - Adesso ci sono i festeggiamenti e ci rilassiamo un po'. La maglia rosa? Vestirla anche per un solo giorno è una emozione fantastica e ti dà la carica giusta per continuare a lavorare».

Landa: Invidio Contador, sono uomo da podio
«Provo invidia, avrei voluto esserci io ma è bello essere vicino ad Alberto». Mikel Landa non nasconde i suoi sentimenti verso quella maglia rosa andata al suo connazionale Contador. «In questo Giro ho capito di poter essere un uomo da podio, importante - spiega il basco dell'Astana, terzo sul podio a Milano - Io capitano alla Vuelta? Manca tantissimo, non so se lo sarò, vedremo come ci arriveremo. Se andremo Fabio ed io saremo due capitani e avremo diverse possibilità come squadra». Per lo scalatore spagnolo non è stata una corsa sofferta: «Mi sono molto divertito, per me è stato un Giro bellissimo».

Visconti: Maglia azzurra equivale a vittoria
«Possiamo chiamarla consolazione, anche se è qualcosa in più». Giovanni Visconti è soddisfatto di aver vinto la maglia azzurra di miglior scalatore del Giro, anche se gli è mancato il successo di tappa. «Sono maglie di valore, rimarrà scritto per sempre nella storia del Giro - spiega a Raisport il siciliano della Movistar - E' un onore averla indossata due giorni fa e portata fino a Milano». Sul podio è salito anche il figlio: «Mi chiede sempre perchè non vinco, ma questa maglia equivale ad una vittoria. Ogni tanto un po' di fortuna gira dalla mia parte, anche se non è solo fortuna...».