5 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Il pilota Superbike rientra in pista con il supermotard

Giugliano torna in moto dopo l'infortunio: correrà a Imola

Si è allenato sul piccolo circuito di Latina insieme a Max Biaggi. I medici gli hanno dato il semaforo verde per riprendere a correre, proprio in un momento in cui la sua Ducati Panigale 1199R sta andando fortissimo nel Mondiale

ROMA – Devono essere state settimane terribilmente difficili per Davide Giugliano. Da quando è caduto durante i test di Phillip Island fratturandosi tre vertebre, è stato costretto ad osservare in televisione la sua Ducati Panigale 1199R calcare le piste di tutto il mondo nelle mani dei suoi sostituti. Prima ha visto Troy Bayliss finire sulle pagine di tutti i giornali pur senza cogliere risultati di alto livello. Poi il suo compagno di squadra Chaz Davies vincere gara-2 ad Aragon mettendo fine al lungo digiuno della casa di Borgo Panigale e salire due volte sul podio ad Assen.

Riprendono le preparazioni
Nel frattempo, il pilota romano mordeva il freno: «Non vedo l'ora di tornare a guardare la gara dal mio cupolino – ha scherzato sulla sua pagina di Facebook – La visuale dal divano mi ha stancato». Questa settimana, però, è arrivata la buona notizia tanto attesa: il suo periodo di stop, durato oltre due mesi e quattro Gran Premi, è destinato a finire presto. Il 25enne ha ricevuto dai medici il semaforo verde per risalire in moto, anche se inizialmente solo a passo lento. «Il dottore mi ha detto che posso farmi un giro piano piano – ha rivelato sempre attraverso il social network qualche giorno fa – Sono felicissimo, non vedo l'ora che passino queste ore». Per spezzare la sua lunga assenza, Giugliano ha scelto la supermotard, salendo in sella sul piccolo circuito di Latina accompagnato dal suo concittadino campione Max Biaggi.

Le impressioni del ritorno
«Non mi ha fatto male niente, già un bel successo considerando che vengo da infortunio molto serio e da due mesi di convalescenza – ha commentato alla Gazzetta dello Sport appena sceso dalla moto – Ho fatto una settantina di giri, intervallati da parecchie fermate». Ma di andare piano, come suggerivano i medici, manco a parlarne: «Ho cercato di andare subito più forte che potevo. L'idea era capire a che punto sono, controllare gli automatismi. Due mesi di stop quasi assoluto non sono uno scherzo e quando prendi un colpo così non è facile riprendere. Devo ammettere che qualche pensiero mi è venuto. Ma col passare dei giri è stata più forte la voglia di correre. La moto è la mia passione, la mia vita».

Pronto per Imola
Tutto sembra procedere secondo le previsioni, insomma. E, dunque, nulla ostacolerebbe un suo ritorno nel Mondiale Superbike già a partire dalla prossima gara, in programma proprio sul suo circuito di casa di Imola. A favorirlo è anche il calendario del campionato, che prevede tre settimane di pausa prima del prossimo evento, fissato per il 10 maggio: un tempo sufficiente a riguadagnare un buon livello di forma. «Non posso ancora caricare le vertebre – ha spiegato – faccio molta piscina ma mi rendo conto di essere indietro. E dire che in inverno avevo fatto una preparazione strepitosa, ero tirato come un violino e pronto come mai». Visti i tempi delle prove invernali, era addirittura dato come favorito assoluto per la conquista del titolo. Ma il destino ha avuto altri piani per lui: dopo quattro weekend, Davide è fermo a quota zero mentre Jonathan Rea è già in fuga sulla sua Kawasaki. Non resta che concentrarsi sul resto della stagione, spingere al massimo e cercare di togliersi più soddisfazioni possibili. L'anno prossimo, si spera, sarà tutta un'altra storia.

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