23 marzo 2019
Aggiornato 13:30

Lotito superman: ora batte anche i tifosi

Condannati per tentata estorsione quattro ex ultrà della curva Nord, tra cui il noto Fabrizio Piscitelli. Secondo i pm, avrebbero cercato di far cedere il club a una cordata sponsorizzata dall'ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia

ROMA - Con sette condanne e un’assoluzione si è chiuso il processo per le minacce che il presidente della SS Lazio, Claudio Lotito, subì qualche mese dopo aver acquistato il club (giugno 2004) affinchè cedesse il pacchetto azionario a una cordata sponsorizzata dall’ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia. I giudici della sesta sezione penale del tribunale di Roma hanno infatti deciso di condannare per concorso in tentata estorsione i quattro ex ultrà della curva Nord, Fabrizio Piscitelli detto «Diabolik» (3 anni e 2 mesi), Iuri Alviti (3 anni e 2 mesi), Fabrizio Toffolo (3 anni e 6 mesi) e Paolo Arcivieri (2 anni e 2 mesi) e poi Giuseppe Bellantonio (2 anni e 2 mesi) e Fabio Di Marziantonio (1 anno e 6 mesi). La pena, più alta (4 anni e 2 mesi), è stata assegnata a Guido Carlo Di Cosimo, condannato anche per il reato di aggiotaggio informativo. Da questo reato sono stati dichiarati assolti, con varie formule, tutti gli altri imputati, compreso Bruno Errico.

PROTESTE DAI CONDANNATI - La sentenza di condanna è stata contesta dagli imputati e dai loro amici e familiari presenti in aula. «Buffoni - hanno gridato - La giustizia è morta. Il tribunale, la Procura e lo Stato sono corrotti». Commentando la decisione del tribunale, poi, Paolo Arcivieri ha aggiunto che la pena inflitta «è equivalente a quella che ho già scontato in regime cautelare, né un giorno in più né uno in meno. Questa è la prova della mia innocenza». Parlando di «incongruenze» che avrebbero caratterizzato il dibattimento, Arcivieri ha sottolineato «la sparizioni di settanta telefonate, indicate nel brogliaccio delle intercettazioni. Una cosa fuori legge». I difensori degli imputati hanno annunciato che impugneranno in appello la sentenza di oggi. L'avvocato Marco Marronaro, difensore di Piscitelli, ha aggiunto: «E' una sentenza ridicola. I giudici hanno dato il minimo della pena, voglio proprio vedere come sapranno motivare l'inutilizzabilità di queste telefonate che avrebbero messo in discussione l'impianto accusatorio»

LOTITO HA BEFFATO DIABOLIK - E invece, secondo i pm Rocco Fava, Vittoria Bonfanti ed Elisabetta Ceniccola,gli imputati Piscitelli, Arcivieri, Alviti e Toffolo avrebbero compiuto una vera e propria «campagna» intimidatoria e di pressioni su Lotito, nel tentativo di fargli cedere il club a un gruppo farmaceutico ungherese che sarebbe stato interessato all'acquisto e di cui Chinaglia sarebbe stato il portavoce. Dello stesso gruppo che sponsorizzava la cessione, facevano parte anche Di Cosimo, Bellantonio ed Errico. L'ex bomber della Lazio era anche lui imputato nello stesso procedimento e nei suoi confronti il tribunale ha dichiarato il non luogo a procedere per morte del reo, essendo deceduto nell'aprile 2012 negli Stati Uniti. Agli imputati,contestato anche il tentativo di agevolare l'operazione di vendita attraverso continue e pesanti minacce nei riguardi di Claudio Lotito e di sua moglie. Minacce estese anche alle persone appartenenti all'entourage di Lotito e anche impegnate nelle attività parallele curate dal club biancoceleste. Alla fine, dunque, Lotito ha beffato anche Diabolik. E tutti i suoi «complici».