19 novembre 2019
Aggiornato 05:30

Tavecchio: «Presto 18 squadre in A»

Entro il 30 giugno delibera sui format della stagione 2016-2017: «Chiederò personalmente la fine anticipata del campionato visto che il 10 giugno ci sono gli europei. Conte? Non è solo».

ROMA - Carlo Tavecchio la definisce la madre di tutte le riforme. Ed al Corriere della Sera promette: «È il grande obiettivo del 2015, insieme con la qualificazione all'Europeo 2016. Vogliamo arrivare entro il 30 giugno a votare la delibera sui format della stagione 2016-2017, come previsto dalle norme esistenti: serie A a 18, serie B a 20, Lega pro da verificare» La Lega di A vuole chiudere il campionato 2016 il 22 maggio, con l'Europeo che inizierà il 10 giugno. Che segnale è? «Un Europeo non si può preparare in 18 giorni. Quindi sono convinto non succederà, con la collaborazione di tutti. La media è di 28,8 giorni. Chiederò personalmente la fine anticipata del campionato».

Molte pressioni per candidarmi
Ritornando sulla sua elezione ricorda: «Tutto avrei pensato, tranne che Abete si sarebbe dimesso Quando Abete ha deciso di lasciare, sono cominciate le pressioni perché mi candidassi. Me lo hanno chiesto in molti ed è per questo che ho detto di sì». Poi la gaffe di Optì Poba... «È stato un errore e ho già chiesto scusa almeno cento volte. Una frase pronunciata a braccio, dopoché avevo parlato per un'ora e un quarto. Puoi dire e fare un miliardo di cose buone, ma passa tutto in secondo piano se ne dici una sbagliata. È l'errore quello che resta in testa. Per questo ho imparato a pensare cento volte, prima di parlare». Conte? «Pensavo a Guidolin, Zaccheroni o anche Zeman. Poi a metà luglio, Conte e la Juve si sono lasciati; c'era la possibilità di puntare su di lui come c.t., ma è emerso subito il problema legato all'ingaggio» risolto immediatamente grazie ai rapporti con la Puma: «Ho chiamato personalmente i dirigenti ed è nato questo tipo di soluzione che credo abbia soddisfatto tutti: Conte è diventato c.t. e coordinatore di tutte le nazionali come volevo all'inizio per creare una cantera di allenatori».

Conte non è solo
«Ci sentiamo quasi tutti i giorni, è un uomo tenace e un allenatore di grande valore. La Figc non ha mai lasciato solo il ct e il suo staff. L'obiettivo è chiarissimo: restituire forza e prestigio al club Italia. Tutti sono d'accordo con me che la Nazionale è l'immagine di un Paese. Chi cerca di opporsi al raggiungimento di questo obiettivo significa che è contro la crescita del sistema. Prima di tutto, c'e' la Nazionale».