30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
La risposta delle Federazioni

Uva (Federcalcio): «Il Coni già campa coi soldi nostri»

«Il calcio italiano, dal '48 al 2003, ha finanziato con 18 miliardi di euro lo sport italiano, le 422 medaglie olimpiche sono state totalmente finanziate dal calcio perchè. Altri 18 miliardi di euro sono stati versati all'erario»: ha detto il direttore generale della Federcalcio, Michele Uva, rispondendo alla proposta di Giovanni Malagò.

ROMA - «Il calcio italiano, dal '48 al 2003, ha finanziato con 18 miliardi di euro lo sport italiano, le 422 medaglie olimpiche sono state totalmente finanziate dal calcio perchè c'era un rapporto diretto fra Totocalcio e contributi al Coni. Altri 18 miliardi di euro sono stati versati all'erario». Lo ha detto il direttore generale della Federcalcio, Michele Uva, intervenendo ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' sulla possibilità che il Coni riduca di una cifra intorno ai 25 milioni i contributi del calcio.

UVA (FEDERCALCIO): LO SPORT ITALIANO LO PAGHIAMO NOI - «Le squadre di serie A - ha continuato Uva - versano nel sistema circa un miliardo di euro fra tasse, Iva, Irpef e altro. Il calcio è l'unico sport che fornisce soldi alle casse dello Stato e una riduzione di questo tipo, a metà di una stagione sportiva, bloccherebbe attività istituzionali della Figc incidendo su settore giovanile scolastico, Aia, giustizia sportiva che costa 5 milioni alla Federazione». False le notizie secondo le quali gli altri Stati non versino soldi al calcio: «La Francia finanzia con una percentuale sulle scommesse. La Germania ha dato 55 milioni per un solo progetto». Uva ha definito «scellerata» la scelta nel 2003 di rinunciare a rimanere legato ai proventi che lo stesso sport produceva attraverso le scommesse: "Abbiamo consegnato il nostro prodotto nelle mani di un altro».

MASSIMA ALLERTA PER ROMA-NAPOLI - Sfida ad altissimo rischio quella di sabato prossimo tra Napoli e Roma allo stadio San Paolo e la polizia avrebbe consigliato alla società giallorossa di trasferirsi in aereo nel capoluogo partenopeo laddove Roma e Napoli avevano sempre scelto il treno per i rispettivi viaggi. Mezzora di volo per 200 km di distanza. Gli strascichi degli incidenti prima della Coppa Italia che hanno portato alla morte di Ciro Esposito, il clima di guerriglia perenne tra le due tifoserie avrebbero consigliato questa ipotesi. Squadra prelevata all'aeroporto, portata fuori Napoli in un ritiro top secret e poi scortata allo stadio san Paolo per l'inizio del match alle ore 15. Anche in questo caso anticipato per motivi di sicurezza.

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