30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Scontri olimpico

Omicidio Esposito: De Santis, ho sparato per paura

La lettera dell'ex ultra romanista ai PM. Finora De Santis era sempre rimasto in silenzio ed anche in occasione dell'interrogatorio di garanzia, aveva scelto di non parlare spiegando solo di non aver sparato. La replica dei PM: «Ricostruzione sommaria».

ROMA - Ha ammesso di aver avuto paura e di aver sparato. Daniele De Santis, l'ex ultrà accusato dell'omicidio di Ciro Esposito, in occasione degli scontri avvenuti prima della finale di Coppa Italia del 3 maggio scorso, riporta questa verità in un passaggio della lettera inviata agli inquirenti della procura di Roma, in cui spiega di non essere in grado di sostenere l'interrogatorio investigativo fissato per il 9 ottobre.
Finora De Santis era sempre rimasto in silenzio ed anche in occasione dell'interrogatorio di garanzia, aveva scelto di non parlare spiegando solo di non aver sparato. Nel messaggio inviato ai magistrati, invece, ribadisce di esser stato coinvolto in una rissa con alcuni tifosi del Napoli e di aver «sparato per paura».

PM: da De Santis ricostruzione sommaria - Una ricostruzione «sommaria e non particolarmente dettagliata» quella di Daniele De Santis nella lettera inviata agli inquirenti per annunciare l'intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere nel prossimo interrogatorio davanti ai magistrati della Procura di Roma.
De Santis è accusato di aver ucciso un tifoso del Napoli nel corso degli scontri avvenuti prima della finale di Coppa Italia, nella zona di viale Tor di Quinto, poco lontano dallo stadio Olimpico. A piazzale Clodio si ribadisce in qualche modo che le due pagine scritte da De Santis «non mutino il quadro indiziario a suo carico».

Ora le verifiche degli esperti del Racis - Insomma la versione dei fatti fornita da De Santis «non toglie e non aggiunge nulla rispetto a quanto sinora acquisito». Il rimando è alle verifiche degli esperti del Racis dei Carabinieri ed alle stesse acquisizioni investigative delle ultime settimane.
I pm Eugenio Albamonte ed Antonino Di Maio hanno intanto disposto una consulenza per far luce sulle ferite riportate da De Santis. Agli atti anche alcune foto, prodotte dalla difesa dell'indagato e relative alle ferite da arma da taglio, presenti sul gluteo e all'addome dell'uomo, refertate dai medici di Regina Coeli e di Viterbo, ma non dal personale del pronto soccorso del Gemelli.

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