29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
Calcio

Omicidio Esposito, De Santis ferito da un coltello napoletano

Ennesima svolta nelle indagini sugli incidenti durante i quali perse la vita Ciro Esposito. Il presunto omicida, Daniele De Santis, avrebbe subito ferite di arma da taglio e il coltello in questione, sul quale sono state rinvenute tracce ematiche di De Santis, sarebbe appartenuto a tifosi napoletani.

ROMA - Si apre un altro capitolo nella vicenda che vede protagonista Daniele De Santis, l’ultra romanista ritenuto il principale indiziato dell’omicidio di Ciro Esposito.

Una faccenda sempre più intricata che vede protagonisti tre diversi medici e conseguenti referti: quello del Policlinico gemelli di Roma, dove è stato trasportato d’urgenza De Santis dopo gli incidenti, quello dei medici del Regina Coeli, dove poi è stato trasferito, e infine quello dell’ospedale Belcolle di Viterbo, dove è tutt’ora degente.

SCONTRO TRA MEDICI - Proprio dal nosocomio viterbese sono venute fuori le prime notizie che parlavano di quattro ferite di arma da taglio, riportate dall’ultrà romanista durante gli incidenti scoppiati con i napoletani nell’immediata vigilia della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli.

La cosa ha assunto una rilevanza determinante alla luce di una perizia del Racis, secondo cui De Santis sarebbe stato aggredito a colpi di coltello prima di sparare i colpi di pistola che uccisero Ciro Esposito.

Di parere diverso invece la struttura ospedaliera del Gemelli. Il dottor Lagroscino infatti, ha di recente confermato «l'assenza di lesioni così come evidenzia il referto da me stilato quel tragico giorno», aggiungendo inoltre «quello che posso dire è che se ci fossero state lesioni da taglio importanti sarebbe stato operato per quelle lesioni da taglio, ma siccome non è stato operato per quello…».

PRESENTI FERITE DI ARMA DA TAGLIO - Adesso invece spunta fuori il referto dei medici del carcere di Regina Coeli, secondo cui De Santis sarebbe arrivato nel carcere romano con diverse ferite dovute ad arma da taglio. Il dato, riferito all'8 maggio scorso, è compreso nel diario clinico redatto nel penitenziario il giorno dopo l'interrogatorio di garanzia dell'ex ultrà della Roma accusato di aver ucciso il tifoso del Napoli, Ciro Esposito.

Il documento di Regina Coeli è stato sequestrato nei giorni scorsi e messo a disposizione anche dei difensori di De Santis che oggi saranno impegnati nell'incidente probatorio su quanto avvenuto prima della finale di Coppa Italia. Gli esperti del Racis dovranno illustrare la maxi perizia.

In particolare - secondo quanto si è appreso - su De Santis furono refertate e medicate ferite da taglio ai fianchi nonchè «una ferita lacerocontusa alla fronte» per quale furono applicati dei punti. Le stesse lesioni di cui ha riferito anche l'ospedale Belcolle di Viterbo il 25 giugno, giorno in cui De Santis viene trasferito nella struttura protetta, dopo la morte di Esposito.

IL COLTELLO ERA NAPOLETANO - A conferma ulteriore della teoria del ferimento dell’estremista di destra di Roma da parte degli ultrà napoletani, è venuta fuori un’altra importante notizia: ai tifosi del Napoli indagati per rissa e porto di arma bianca in luogo pubblico, in relazione ai fatti del 3 maggio scorso che portarono alla morte del supporter azzurro Ciro Esposito, è contestato «l'aver portato in luogo pubblico un coltello a serramanico di colore argento con manico in simil legno». L'accusa è presente nella richiesta di incidente probatorio. Sull'arma gli esperti del Racis hanno individuato tracce ematiche di De Santis.

GENNY ‘A CAROGNA NON PARLA – Un altro dei protagonisti di questa bruttissima storia è tornato alla ribalta delle cronache. Gennaro De Tommaso, meglio noto come «Genny 'a Carogna», il capo ultrà del Napoli finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta romana sui disordini avvenuti in occasione della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli del 3 maggio scorso, ha scelto di non parlare davanti al gip. L'atto istruttorio si è tenuto nel carcere di Regina Coeli davanti al gip Rosaria Monaco ed al pm Eugenio Albamonte. Il difensore di De Tommaso, l'avvocato Giovanna Castellano non ha rilasciato alcuna dichiarazione. La penalista quasi certamente impugnerà l'ordinanza di custodia davanti al tribunale del riesame.

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