8 aprile 2020
Aggiornato 18:00
Calcio & Marketing

Adidas, sponsor da record per il Manchester United

E' stato infatti ufficializzato l'accordo che legherà per dieci anni la squadra di calcio inglese e il brand tedesco di abbigliamento sportivo. Si inizia dalla stagione 2015/2016, quando scadrà il contratto che attualmente lega i Red Evils a Nike. Nelle casse del club entreranno 750 milioni di sterline, circa 940 milioni di euro o 1,3 miliardi di dollari.

MANCHESTER - Dopo avere portato casa la Coppa del mondo vestendo la nazionale tedesca, Adidas mette a segno un nuovo risultato: ad indossare maglie con il suo marchio saranno anche i giocatori del Manchester United (+2,19% a Wall Street). E' stato infatti ufficializzato l'accordo che legherà per dieci anni la squadra di calcio inglese e il brand tedesco di abbigliamento sportivo. Si inizia dalla stagione 2015/2016, quando scadrà il contratto che attualmente lega i Red Evils a Nike (quest'ultima la settimana scorsa ha abbandonato le trattative dicendo che l'accordo «non avrebbe rappresentato un valore per gli azionisti»). Nelle casse del club entreranno 750 milioni di sterline, circa 940 milioni di euro o 1,3 miliardi di dollari.

«Polverizzata» la Juventus
La nuova sponsorizzazione costituisce un record, superando le cifre che già legano il brand fondato da Adolf «Adi» Dassler ad altre importanti squadre quali il Real Madrid e il Chelsea, alle quali versa circa 50 milioni di dollari a stagione, meno della metà di quanto invece darà allo United (nonostante il team non sia riuscito a qualificarsi alla Champions League e sia arrivato al settimo posto nella Premier League, il campionato inglese). Per fare un confronto con le italiane, Adidas ha strappato a Nike la sponsorizzazione della Juventus, che intascherà 190 milioni di dollari per sei anni dal 2015/2016. Il gruppo americano si è invece aggiudicata una partnership con la AS Roma, con la quale ha sottoscritto un contratto da circa 68 milioni di dollari fino al 2024. Cifre molto diverse che posizionano i top team del calcio italiano decisamente dietro a quelli inglesi e spagnoli, che sembrano avere un appeal diverso dal punto di vista economico-commerciale.

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