31 ottobre 2020
Aggiornato 10:30
Brasile 2014

Neymar accusa, Zuniga vigliacco

Arrivato a Teresopolis, sede del ritito della Selecao, il fuoriclasse brasiliano ha salutato compagni e ct e poi è tornato a parlare dell’incidente con Zuniga: «Mi ha attaccato mentre ero di spalle e non potevo difendermi»

TERESOPOLIS - Cappellino calato sul viso, sguardo visibilmente triste, espressione dolorante e tanta frustrazione in corpo. Neymar è tornato a Teresopolis, sede del ritiro della Seleçao, dove ha abbracciato ct, compagni e componenti dello staff, ed è tornato a parlare dell’episodio che ha deciso il suo Mondiale: «Il modo in cui Zuniga mi è piombato addosso è assurdo, non è stata una fase di gioco, una cosa normale. Non mi ricordo se prima mi avesse detto qualcosa, ma so che se io sono di spalle non mi posso difendere. Ma non mi lamento, Dio mi ha protetto, perchè se Zuniga mi avesse preso due centimetri più dentro, ora sarei su una sedia a rotelle».

COMUNQUE PERDONO ZUNIGA – Lacrime irrefrenabili durante la conferenza stampa, parole pronunciare con un filo di voce ma taglienti come lame, Neymar ha fatto capire chiaramente di non ritenere involontario il fallo del colombiano del Napoli. Ripresosi poi dal momento di commozione («era un momento così importante della mia carriera, ed è finito con questa sofferenza, comunque sono pronto ad andare avanti»), Neymar ha concluso tendendo la mano all’avversario: «Sono disposto a perdonare Zuniga, non ho rancore nei suoi confronti, mi ha anche telefonato per dirmi che gli dispiaceva e che non voleva farmi del male. Ora io non sento odio per lui, e gli auguro di avere fortuna nella sua carriera».