25 settembre 2020
Aggiornato 09:00
Calcio - Serie A

Zeman: «Il calcio italiano è rimasto indietro. Ora obbligati a cambiare»

Il neo tecnico del Cagliari è stato presentato alla stampa ed è stato accolto con grande entusiasmo: «Avevo raggiunto un accordo con il Bologna, ma la società non mi ha dato garanzie». E su De Rossi: «Forse mi ha sofferto».

CAGLIARI - È uno Zeman in gran forma quello che è arrivato davanti ai giornalisti per la conferenza stampa di presentazione da nuovo tecnico del Cagliari. Ha parlato di tutto, a cominciare dalla situazione del calcio italiano dopo la disfatta mondiale: «In Italia si cambia sempre poco e per questo il calcio non è più dov'era prima. Siamo rimasti indietro perchè pensavamo di essere troppo bravi, che non ci potesse succedere niente, e invece gli altri Paesi crescevano».

SCONFITTA SALUTARE - «Magari oggi si parla di cambiare tutto perchè i Mondiali sono andati male, ma – prosegue il tecnico boemo - se l'Italia vinceva una partita non si parlava e non si cambiava. Ora si è obbligati a fare qualcosa e a cercare le motivazioni perchè il calcio italiano non è più dov'era prima. Non abbiamo approfittato dei Mondiali del '90. Chi vedrei bene al vertice della Figc? Non lo so, non ho una persona. Deve essere una persona innamorata del calcio e non dei soldi, uno intenzionato a cambiare visto che i risultati non sono soddisfacenti».

SPAVENTATO DA BOLOGNA, QUI ENTUSIASMO -  «A me dispiace, avevo raggiunto l'accordo con il Bologna prima, poi mi sono spaventato della situazione in società e mi fa piacere essere a Cagliari, dove c'è entusiasmo, una nuova proprietà che ha voglia di fare e quindi secondo me è andata bene così». È apparso fermo sulle proprie convinzioni l’ex tecnico di Roma, Lazio, Foggia e Pescara, ma non ha rinunciato a mandare un messaggio positivo nei confronti del nuovo presidente Giulini che l’ha fortemente voluto sulla panchina rossoblu: «Il Cagliari fa la Serie A da tanti anni, ora e' cambiata la proprietà e penso che cambierà molto la situazione, perchè Cellino e Giulini sono due persone penso completamente diverse. Cellino lo conosco da tanti anni, è uno vulcanico, uno che si fa sentire e vedere, mi sembra invece che Giulini sia un tipo tranquillo, che ama stare più dietro le quinte».

NON HO SOFFERTO DE ROSSI, FORSE LUI ME - Chiusura dedicata a quello che è stato uno dei rapporti più controversi della sua ultima gestione giallorossa: «De Rossi non l'ho sofferto io, forse lui ha sofferto me che e' diverso. Io ho cercato sempre di lavorare».