30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Calciomercato

Inter, fatta per Hernanes, ora tocca a Nani. Guarin, Ranocchia e Icardi in partenza

Il Profeta in lacrime saluta Formello ed è pronto per Mazzarri. Dopo Hernanes, l’Inter punta Nani e Vidic, poi via alle cessioni. Moggi torna a parlare dei nerazzurri: «Thohir è venuto in Italia con un compito ben preciso»

E bravo Thohir. Per essere un neofita del mondo pedatorio nazionale, deve aver imparato presto la lezione. Pare infatti che alla fine sia riuscito a spuntarla su un osso duro come il presidente della Lazio Claudio Lotito, chiudendo la trattativa che porterà il brasiliano Hernanes in nerazzurro, malgrado le dichiarazioni del numero uno biancoceleste che non più tardi di ieri aveva assicurato: «Non ho nessuna intenzione di venderlo».

Il magnate indonesiano deve aver capito la necessità della sua presenza nella Capitale e si è presentato personalmente al cospetto di Lotito nella mattinata di giovedì per trattare direttamente con il suo omologo laziale. Risultato: poco fa il centrocampista ha salutato amici e colleghi a Formello ed in lacrime ha lasciato il ritiro della Lazio, destinazione Inter.

Decisiva ai fini della chiusura dell’operazione, la scelta di non includere nella trattativa il giovane Mbaye, che aveva destato più di qualche dubbio nel popolo laziale in fermento. Così il brasiliano sarà un nuovo giocatore dell’Inter solo per soldi, una cifra vicina ai 15 milioni di euro.

Tohir però non sembra aver intenzione di fermarsi sul più bello ed ora partirà la caccia al talento del Manchester United Nani. L’attaccante portoghese avrebbe già confidato ai suoi amici più intimi la sua prossima destinazione: «andrò all’Inter», fugando ogni dubbio sul possibile buon esito dell’operazione. Il presidente dell’Inter tra l’altro sembra particolarmente affascinato dallo stile United, indicato come un modello da seguire soprattutto dal punto di vista dello sviluppo economico e commerciale. Ma oltre a puntare a raggiungere il fatturato dei Red Devils (oltre 430 milioni di euro nel bilancio chiuso lo scorso giugno, a fronte dei 176 dell’Inter), Tohir avrebbe individuato in Vidic, un altro importante tassello per l’Inter del futuro, considerando tra l’altro che il serbo è in scadenza di contratto e quindi arriverebbe a costo zero.

Anche dal punto di vista delle cessioni l’Inter è più attiva che mai. Il fronte italo-turco sembra caldissimo, anche grazie alla presenza dell’ex allenatore nerazzurro Mancini sulla panchina del Galatasaray. Il tecnico jesino ha lanciato la sua duplice offerta per Guarin e Ranocchia: 9 milioni di euro per il primo, prestito oneroso (2 milioni di euro) con diritto di riscatto per il secondo.

Per quanto riguarda il colombiano, è proprio il giocatore a non essere convinto del trasferimento, ma con il mondiale alle porte ed il rischio di finire fuori rosa è probabile che alla fine accetti la destinazione. Su Ranocchia invece l’indecisione è dell’Inter, propensa a liberarsi del giocatore ma soprattutto per monetizzare e l’ipotesi-prestito non sembra graditissima. Così la dirigenza turca si è cautelata acquistando Koray Gunter, diciannovenne difensore centrale turco dal Borussia Dortmund. A questo punto la palla ripassa all’Inter.

Sul piede di partenza anche l’argentino Icardi, novello Romeo del calcio italiano, protagonista quest’anno più con i suoi tweet bollenti dedicati alla focosa fidanzata Wanda Nara che con i gol in campionato. Malgrado tutto, pare che il Monaco di Ranieri abbia individuato nel giovane attaccante nerazzurro l’uomo giusto su cui puntare in attesa della guarigione di Radamel Falcao e l’Inter vedrebbe di buon occhio l’operazione.

Hanno destato scalpore invece le nuove dichiarazioni di Luciano Moggi che è tornato a parlare dell’Inter e del suo nuovo presidente: «Thohir fa la coglionella a tutti quanti. E’ venuto in Italia con un progetto ben preciso: salvare Moratti, perché quest'ultimo era pieno di debiti. Ecco perché secondo me Thohir non è il proprietario ma il coproprietario dell'Inter. La prova? La trattativa con la Juve per Guarin è emblematica: lui aveva avallato lo scambio, poi tutto è saltato dopo la sua telefonata con i Moratti, padre e figlio. L'Inter è una disorganizzazione organizzata».

Sarà il caso che qualcuno spieghi in fretta al neo presidente chi è Luciano Moggi.

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