17 novembre 2019
Aggiornato 20:30

Taarabt al Milan nel segno della Champions

Il fantasista marocchino è nato il 24 maggio 1989, una data storica per i colori rossoneri: quel giorno il Milan di Sacchi vinse la prima Coppa dei Campioni dell’era Berlusconi

MILANO - Il giorno che Adel Taarabt venne alla luce, il 24 maggio 1989, Barcellona si preparava ad accogliere il più grande esodo della storia del calcio. 90.000 tifosi rossoneri invasero la capitale catalana per accompagnare i loro beniamini nella prima impresa internazionale dell’epopea berlusconiana: la vittoria della Coppa dei Campioni.

Era il Milan sontuoso e lussureggiante dei vari Baresi e Van Basten, Gullit e Donadoni, Maldini e Ancelotti e di fronte c’era una Steaua Bucarest piccola piccola, schiantata, annientata, dominata, dallo squadrone rossonero, guidato al trionfo dal grido dei 90.000.

Ora Adel Taarabt è vicinissimo al Milan ed ai tifosi milanisti, perplessi di fronte a questa ennesima operazione low cost congegnata in fretta e furia da Adriano Galliani, ricordare questo piccolo particolare potrebbe essere utile per edulcorare una pietanza non particolarmente saporita. Perché diciamocela tutta, a parte i riferimenti anagrafici e le gioie evocate da quel 24/5/1989, non è che Adel Taarabt, per quello che ha fatto vedere finora sui campi da gioco, riesca a riscaldare i cuori rossoneri, già infreddoliti da una situazione di classifica non particolarmente esaltante.

Il trequartista marocchino, famoso più per i suoi atteggiamenti sui generis, in campo e fuori, viene da un inizio stagione a dir poco complicato nel Fulham, che pure non è che veleggi nei piani alti della Premiership. Nella squadra dove militano anche gli ex-giallorossi Stekelemburg e Riise, in sei mesi Taarabt ha collezionato appena 16 presenze in stagione, per un totale di 817 minuti giocati, 6 volte sostituito e 6 volte subentrato, ed appena 1 gol messo a segno.

Non certo numeri scintillanti, che denotano sicuramente un momento di difficoltà del trequartista, che però, inserito in un contesto di suo gradimento, potrebbe di nuovo tornare a brillare ed a regalare le magie di cui è capace e che ha mostrato – anche se non con grande continuità – nella sua esperienza al Queens Park Rangers di Flavio Briatore.

Taarabt è sempre stato un personaggio un po’ sopra le righe, capace di abbandonare il ritiro della sua Nazionale dopo un litigio con il CT Gerets, alla vigilia del match con l’Algeria decisivo per la qualificazione alla Coppa d’Africa. Litigio nato da una reazione scomposta di Taarabt dopo aver appreso che non sarebbe stato schierato titolare.

Il marocchino è già stato vicino al Milan l’anno scorso, quando si fece notare per alcune dichiarazioni che hanno di certo lasciato il segno: «I vostri stadi sono brutti, semivuoti - aveva affermato sfacciatamente Taarabt - non ci verrei mai a giocare da voi. Farei un’eccezione solo per il Milan». Suscitando decisamente le simpatie dei supporters rossoneri, salvo poi aggiungere un paio di postille che hanno invece inquietato l’ambiente. La prima riguardava ormai un ex milanista: «Se nel Milan ha il 10 uno come Boateng che quando giocava con me aveva il 6 e stava in tribuna, allora il 10 al Milan lo posso avere anch’io».

La seconda più difficile da digerire per chi si fregia del titolo di «club più titolato al mondo»: «Il Milan per me sarebbe un perfetto trampolino di lancio per poi raggiungere club importanti come Real Madrid e Barcellona».

Adesso però è arrivato il momento di mettersi tutto alle spalle, sta per cominciare la nuova avventura di Adel Taarabt in rossonero, per il momento in prestito (diritto di riscatto fissato a 7 milioni di euro), ma a giugno tutto è possibile.