21 novembre 2019
Aggiornato 05:00

Capello: «A me piacciono le sfide»

Fresco di qualificazione ai Mondiali 2014 alla guida della Russia, è intervenuto a Radio Anch'io per parlare di tutto, dalla serie A alle nazionali passando per Roma, Milan e Juventus

MILANO - Fabio Capello, fresco di qualificazione ai Mondiali 2014 alla guida della Russia, è intervenuto a Radio Anch'io - Lo sport su Radio Rai per parlare di tutto, dalla serie A alle nazionali passando per Roma, Milan e Juventus. Sulla Russia ha detto: «Era difficile perché c'era un duro avversario come il Portogallo. È un grande traguardo perché erano tanti anni che i giocatori russi non andavano ai Mondiali. Serviranno per fare esperienza in vista della rassegna in Russia nel 2018». Il ct non nasconde di essere non lontano dal ritiro: «A me piacciono le sfide, come in Inghilterra e ora con la Russia. Per me questo è fondamentale. Credo però di essere vicino al traguardo del termine della carriera».

In vista della rassegna in Russia analizza: «Sorprese nel 2018? Non credo che un'africana possa sorprendere. Vedo la Spagna ancora davanti a tutti, poi vedo la Germania in grande crescita. Il Brasile? Gioca in casa nel 2014 ma credo che abbia ancora qualche problema, idem l'Argentina. Il campionato credo sia indice della forza di una nazionale, ecco perché Spagna e Germania le vedo davanti. L'Italia? Il campionato italiano è ad un livello più basso rispetto agli altri».

Capello, ultimo a portare la Roma alla scudetto, dice sulla capolista fermata ieri dal Torino dopo 10 vittorie di fila: «Garcia è riuscito ad infondere fiducia ai giocatori. Lui ha detto che si può fare e i giocatori lo stanno seguendo alla grande. Totti, ma soprattutto De Rossi che è rimasto, sono pedine fondamentali. Non dimentichiamoci che la Roma non ha le coppe e così ha potuto lavorare su una preparazione più leggera che ha permesso una partenza così forte. La fine della striscia positiva? L'ambiente romano deve riuscire ad avere equilibrio. Spero che i giocatori, insieme a Garcia, continuino a fare gruppo e non si facciano tirare dentro dalle polemiche dopo il primo risultato negativo».

Da ex allenatore del Milan Capello parla anche del momentaccio dei rossoneri: «Io credo che il rapporto tra Berlusconi e Galliani sia molto stretto e ferreo. Credo che questa sia un'annata storta, gli acquisti sono stati sbagliati e per questo nel mirino finiscono l'allenatore e chi ha fatto la squadra. Il Milan ha sbagliato a comprare ma anche a vendere. L'errore più grande è stato lasciare andare via Pirlo a parametro zero. Balotelli? Non lo conosco, non riesco ad individuarlo. Ho avuto Cassano, so come inquadrarlo e trattarlo. Non ho mai parlato con Balotelli e quindi non so come valutarlo». E poi sulla Juventus, vincitrice degli ultimi due scudetti: «Conte ha fatto una straordinario lavoro, ha costruito una grande squadra e ha impostato una mentalità vincente. Va sottolineato come però la Juventus, insieme a Roma e Napoli, sono le squadre che hanno speso di più e non è un caso che siano davanti. Credo che i bianconeri faranno bene anche in Champions. Questa Juventus ha più fame rispetto alla mia, più aggressività. Io avevo attaccanti più validi dal punto di vista realizzativo ma meno attivi dal punto di vista del pressing».

La chiusura di Capello riguarda l'Inter e il sorprendente Verona: «Il divario tecnico tra le prime tre e le altre è evidente. Il Verona ha entusiasmo, sta facendo bene, Mandorlini sta lavorando alla grande. Mazzarri ha bisogno di tempo ma l'Inter ha organizzazione di gioco e identità».