26 agosto 2019
Aggiornato 06:30

Didoni: «Alex ci ha preso in giro»

L'ex campione mondiale allenava da due anni l'altoatesino: «Alex mentendo ci ha fatto piombare nella vergogna... Ho trascurato la famiglia per lui, lo seguivo in bici... Con il suo gesto trascina tutti all'inferno. E' un insulto. Ed è pure carabiniere, dovrebbe dare l'esempio»

ROMA - «Preso in giro. Fregato». Così si sente Michele Didoni, ex campione mondiale e da due anni allenatore di Alex Schwazer: l'altoatesino che sabato avrebbe dovuto disputare la 50 km di marcia alle Olimpiadi di Londra ieri è stato escluso dal Coni perchè risultato positivo a un controllo antidoping effettuato a fine luglio.

Didoni l'ha saputo ieri dallo stesso Schwazer: «Mi ha chiamato di pomeriggio» racconta a fatica a Repubblica. «E mi ha chiesto se ero seduto... Mi ha detto che aveva una brutta notizia da darmi. Si assumeva ogni responsabilità. Lui, da solo». Didoni non gli ha chiesto nulla: «Non ho voluto sentire giustificazioni perché non ce ne sono. Gli ho detto solo che finivamo tutti nel vortice: io, la famiglia, la società, la fidanzata, i compagni». La fidanzata: Carolina Kostner, campionessa di pattinaggio, accanto a Schwazer da quattro anni.

Condanna senza appello - Didoni prosegue con una condanna senza appello per il campione olimpico di Pechino: «Alex mentendo ci ha fatto piombare nella vergogna... Ho trascurato la famiglia per lui, lo seguivo in bici... Con il suo gesto trascina tutti all'inferno. E' un insulto. Ed è pure carabiniere, dovrebbe dare l'esempio».

E assicura che non si era mai accorto di nulla: «infatti ora ho molti dubbi sulla mia capacità di fare l'allenatore. Del doping avevamo discusso, eravamo contro...» Alex «voleva smettere. Dopo Londra. Ma un conto è provarci e lasciare con un sorriso, un conto è così. A chi ho regalato il mio tempo? A un ragazzo di 28 anni che non ha voluto crescere».