9 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Nesta: Vado via, lascio il Milan

Il leggendario difensore centrale: Non posso giocare campionato, coppa Italia e Champions. Secondo alcuni rumors l'ex laziale dovrebbe firmare con i New York Red Bulls della Major League Soccer, seguendo il grande amico Marco Di Vaio

MILANO - «Questa qua è stata l'ultima stagione al Milan. Vado via. Ho fatto i conti. I ritmi del campionato, Coppa Italia e Champions, non mi permettono di giocare sempre. Ma non ce la faccio a guardare dalla panchina. Se non mi sento importante, preferisco lasciare. Qui sono stato benissimo, ho vinto tanto, ma ora è il momento di fare un'esperienza diversa». Poche parole, sintetico, diretto, come è nello stile di Alessandro Nesta, leggendario difensore centrale che dopo dieci stagioni ha deciso di lasciare il Milan.

IPOTESI STATI UNITI - In scadenza di contratto, Nesta ha deciso di non rinnovare il sodalizio col club di via Turati: «Se non gioco, non mi sento bene. Quindi è meglio andare via. Verso febbraio ho deciso che sarebbe stato l'ultimo anno. Ho parlato con la società con grande serenità. Dove? C'è qualcosa, ma non ho firmato niente». Secondo alcuni rumors l'ex laziale dovrebbe firmare con i New York Red Bulls della Major League Soccer, seguendo il grande amico Marco Di Vaio, che si accaserà a Montreal, sempre nella Mls: «Di Vaio? Lui ha firmato. Non sarebbe male andare al di là dell'oceano. Ma finchè non firmo, non posso dire niente. L'America sarebbe una bella esperienza, è un posto in cui vado volentieri, ma ripeto, non ho firmato niente».

LO SCUDETTO - Qualche rimpianto nelle parole di Nesta riguardo questo campionato di serie A, vinto dalla Juventus: «Questo campionato era alla nostra portata, peccato, c'è un po' di delusione. Il futuro? Sarà da valutare, molti giocatori andranno via. La questione economica è molto importante per rimanere ai vertici. Oppure trovi un gruppo, come è successo a noi, che ha vinto tanto, e te lo porti per tanti anni».

I RICORDI - «Sandro», come viene chiamato affettuosamente da tutti, chiude con i ricordi in rossonero: «Mi mancherà Milanello, le amicizie storiche, Seedorf, Ambrosini, e prima ancora Maldini, Costacurta e Pirlo. La mia carriera è stata intervallata da gravi infortuni. Però sono sempre ripartito alla grande. Penso di essere sempre stato un professionista serio. Il miglior Nesta? Forse a 21 anni, perché avevo più forte e più energia. Il miglior mister? Ancelotti, il più importante della mia carriera, per tutto, perché ci ha portato alla vittoria. È l'allenatore perfetto. La vittoria più bella? La prima Champions, nella serata contro la Juventus».