23 gennaio 2022
Aggiornato 17:00
Nel sudovest di Londra

Chelsea vuole traslocare, offerta per la centrale Battersea

Il Club di Abramovich vuole costruire uno stadio da 60mila posti. I quattro camini, uno dei tratti caratteristici, sarebbero mantenuti secondo il progetto, che comprende un singolo settore - il South Stand - con 15mila posti tutti a sedere

LONDRA - Il Chelsea ha presentato un'offerta ufficiale per acquistare la centrale elettrica di Battersea, nel sudovest di Londra, che nelle intenzioni della società sarebbe riconvertita in un moderno stadio di calcio con 60mila posti tutti a sedere.
I quattro camini, uno dei tratti caratteristici, sarebbero mantenuti secondo il progetto studiato dal club del magnate russo Roman Abramovich, che comprende un singolo settore - il South Stand - con 15mila posti tutti a sedere.

A marzo il Chelsea ha dichiarato pubblicamente che ampliare lo stadio attuale, Stamford Bridge, non ha senso a livello economico, mentre un nuovo stadio sulla stessa zone dovrebbe fronteggiare problemi di progettazione. Il club ha aggiunto di non essere l'unico soggetto interessato a rilevare Battersea. «Non c'è certezza che ce la faremo», hanno dichiarato i Blues in un comunicato ufficiale, «Dobbiamo inoltre precisare che presentare un'offerta per il sito della Centrale elettrica di Battersea non significa che il club ha preso la decisione definitiva di lasciare Stamford Bridge».

Il club ha indicato che il progetto, che salvaguarderebbe la sala turbine e la sala controllo, costituirebbe «uno scenario architettonico unico per uno stadio». La creazione di negozi, abitazioni e uffici, oltre a uno stanziamento per l'estensione del servizio della Northern Line - la linea della metropolitana che attraversa la zona - fanno parte dell'offerta. La capienza di Stamford Bridge di 42.000 posti non regge il confronto con l'Emirates Stadium dell'Arsenal (60mila spettatori), o l'Old Trafford del Manchester United (76mila).

Il nome del Chelsea è stato accostato ad altri siti nel sudovest di Londra, ma i Blues valutano inoltre soluzioni diverse per aumentare i ricavi, come ad esempio vendere i diritti per il nome del loro attuale stadio, Stamford Bridge. Il club aveva già manifestato interesse a rilevare un sito a Earls Court, una volta demolito l'Exhibition Centre, e si era inoltre parlato di una possibile offerta per il Chelsea and Westminster Hospital. Le possibilità che il Chelsea lasci lo stadio dove ha giocato per 107 anni sono state complicate da un contrasto con il Chelsea Pitch Owners (CPO), una società controllata dai tifosi che ha acquisito i diritti di proprietà su Stamford Bridge nel 1997 per proteggerlo dalle società immobiliari. Il tentativo del club di riacquistare la proprietà nel mese di ottobre è stato respinto dai soci del CPO, che accusa la società di non fare abbastanza sforzi per rimanere a Stamford Bridge.