29 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Mondiali di Atletica di Daegu

Powell: «Bolt è un essere umano»

Il velocista giamaico: «Anche Blake si è mosso prima». James vince i 400 metri. Asta femminile, vince la Murer. Triplo, niente finale per La Mantia

DAEGU - Il giamaicano Asafa Powell ha giustificato la falsa partenza del rivale e connazionale Usain Bolt, quella che gli ha impedito di vincere l'oro nei 100 metri al Mondiale di atletica di Daegu, dove era il favorito. «E' un essere umano - ha detto a L'Equipe Powell, che ha il miglior tempo dell'anno sui 100 metri ma non ha gareggiato in Corea del Sud per un infortunio -. Probabilmente è stato distratto dal movimento sui blocchi di Yohan Blake. Al rallentatore si vede che Blake è il primo a muoversi. Mi domando perchè il giudice di partenza non lo ha segnalato. Magari non poteva vederlo perchè Bolt era tra i due ed è molto 'voluminoso'. Inoltre, Bolt non è in questo momento nella sua forma migliore e per questo motivo in partenza aveva una pressione psicologica maggiore. Lui pensava che doveva stare davanti a Blake il più rapidamente possibile per poter vincere. Era molto concentrato e a volte quello ti porta a commettere un errore».

James vince i 400 metri - Il 19enne Kirani James, di Grenada, a sorpresa ha vinto la medaglia d'oro nella finale dei 400 metri ai Mondiali di atletica a Daegu. Con il suo primato personale (44.60) ha battuto di soli tre centesimi il grande favorito della vigilia, l'americano LeShawn Merritt, campione uscente e olimpionico in carica che è stato risucchiato nei metri finali e deve accontentarsi dell'argento in 44.63. Bronzo per il belga Kevin Borlee (44.90).

La russa Yuliya Zaripova ha vinto la medaglia d'oro nella finale dei 3000 siepi femminili. Con il miglior tempo mondiale dell'anno (9'07«03), ha preceduto nettamente la tunisina Habiba Ghribi (argento in 9'11.97, nuovo primato nazionale) e la keniana Milcah Chemos Cheywa (bronzo in 9'17.16). Incredibile quarto posto per l'altra keniana Mercy Wanjiku Njoroge (9'17.88), costretta a correre quasi tutta la gara senza la scarpa sinistra.

Il tedesco Robert Harting ha vinto la medaglia d'oro nel lancio del disco maschile. Il tedesco, con la misura di 68,97 metri ottenuta al quarto dei sei tentativi, ha superato l'estone Gerd Kanter (66,95) e l'iraniano Ehsan Hadadi (66,08).

Asta femminile, vince la Murer - Nella finale di salto con l'asta femminile ai Mondiali di atletica di Daegu, la medaglia d'oro è stata vinta dalla brasiliana Fabiana Murer, che ha saltato 4,85 metri, mentre la grande favorita Yelena Isinbayeva è rimasta fuori dalla lotta per le medaglie, fermandosi alla quota di 4,65. Sul podio della finale mondiale sono salite anche la tedesca Martina Strutz, argento con 4,80 metri, e la russa Svetlana Feofanova, con 4,75.

David Rudisha ha vinto l'oro negli 800 metri. Imbattuto dalle semifinali del torneo iridato di Berlino del 2009, Rudisha si è imposto con il tempo di 1:43.91 davanti al sudanese Abubaker Kaki, argento. La medaglia di bronzo è andata al russo Yuriy Borzakovsky.

Tatyana Chernova ha vinto la medaglia d'oro nell'eptathlon. La medaglia d'argento è stata conquistata dalla britannica Jessica Ennis, campionessa mondiale a Berlino 2009, e quella di bronzo dalla tedesca Jennifer Oeser.

Antonietta Di Martino si prepara a saltare sulla pedana dei mondiali di Daegu, e parla così del suo stato di forma guardando anche agli acciacchi delle avversarie, visto che un infortunio stava impedendo alla croata Blanka Vlasic di partecipare alla gara: «Credo che il mio debito con la sfortuna l'abbia pagato. Un pò per uno non fa male a nessuno». Per la Di Martino, comunque, la favorita al momento non è la croata due volte campionessa del mondo, ma la russa Anna Chicherova. La Di Martino sarà in pedana il primo settembre alle 10.45 del mattino (le 3 .45 di notte in Italia) per le qualificazioni alla finale del salto in alto che invece si disputerà dopo due giorni alle 12 ora italiana.

Triplo, niente finale per La Mantia - Nella quarta giornata della rassegna iridata esce subito di scena in qualificazione la triplista, campionessa europea indoor e argento all'aperto, Simona La Mantia: la palermitana delle Fiamme Gialle ha saltato 14,06 in avvio con 15 centimetri regalati in fase di battuta e due nulli che le lasciano l'amaro in bocca. Il primo out è netto, con mezzo piede sopra la plastilina; il secondo nullo è, invece, minimo. Mentre alle sue spalle si alza la bandierina rossa del giudice di gara, la 28enne balza intorno ai 14,20. Una misura che le avrebbe probabilmente permesso di rientrare tra le dodici finaliste, il cui elenco si chiude con il 14,15 della brasiliana Costa. Le parole della saltatrice azzurra: «Ci ho provato fino all'ultimo salt. Non è stata una questione di pedana. Forse si sentiva un pò di vento a favore e la rincorsa sbalzava qualcosa in più, ma non mi ha dato grossi problemi. Nel primo salto ho staccato mezzo piede dietro, lo stesso che poi mi sono ritrovata sul nullo del secondo. Nell'ultimo ho tirato un piede dietro nella rincorsa, ma è finito con un altro nullo. Io sono comunque contenta di essere qua. Fino a due anni fa, nel 2009, ero a casa a cercare di guarire dagli infortuni».