20 settembre 2019
Aggiornato 11:30

F1, Mosley: Team decidano cosa vogliono fare, il tempo stringe

«Se non entrano devono decidere in fretta cosa vogliono fare»

LONDRA - Il futuro della Formula 1 passa per la data del 29 maggio, termine ultimo per la presentazione delle iscrizioni al Mondiale 2010. Max Mosley, presidente della Federazione internazionale (Fia), mette in allerta i team che minacciano di non partecipare al prossimo mondiale perchè contrari al nuovo regolamento che introduce un budget fisso di 40 milioni di sterline. Il 29 maggio intanto scadrà il termine per le iscrizioni al Mondiale 2010.

«Penso che avremo tra i tre e i sei team che si iscriveranno nei tempi stabiliti», ha spiegato Mosley ad Autosport. «Dopo la scadenza potranno ancora entrare se ci sarà ancora posto. Altrimenti no. Non sono sicuro che la situazione si protrarrà a lungo. I team devono riflettere: se vogliono continuare a correre, devono venire e parlare. Se vogliono fare qualcosa di diverso, devono cominciare a realizzare una macchina». «Se non entrano nel Mondiale di Formula 1 devono decidere in fretta cosa vogliono fare: creare un loro campionato, correre in un'altra serie o lasciar perdere tutto. In questo caso avrebbero un problema più grande rispetto all'ipotesi di correre con un budget fisso, visto il personale coinvolto. Non è affatto ovvio quale sarà la loro decisione», ha aggiunto il numero uno della Fia.

Per Mosley i team «ribelli» potrebbero rivedere la loro decisione: «Ci sono buone possibilità che una volta che le persone si siedano a pensare prevalga il buon senso. Cosa c'è di sbagliato se tutti gareggiano con la stessa quantità di denaro a disposizione e se le prestazioni dipendono dall'abilità degli ingegneri? Sarebbe un sistema di grande appeal per molte persone ed è giusto», ha affermato. «Si dice invece che non è molto corretto se un team ha a disposizione risorse dieci volte superiori rispetto ad un altro, è come avere un motore più grande». Se la frattura non dovesse ricomporsi e i team decidessero di creare un nuova campionato la federazione non avrebbe problemi a riconoscere la nuova serie: «Avremmo il dovere di farlo e lo faremmo. Potrebbero scrivere le loro regole e noi le controlleremo dal punto di vista della sicurezza. Poi dovrebbero andare a trattare con gli organizzatori e con le tv, che gli offrirebbero molti soldi e magari dall'altra parte del tavolo troverebbero Bernie (Ecclestone, ndr). Ma questa è solo un'ipotesi».

Venerdì l'incontro tra la Fia e il Fota, l'associazione dei team, non ha portato a nulla. Domani intanto ci sarà l'udienza dell'Alta Corte di Parigi sull'azione legale presentata dalla Ferrari, che ha chiesto un'ingiunzione per bloccare l'entrata in vigore del regolamento.