20 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Le cure per la cefalea

Cefalea frontale: la digitopressione per eliminare il dolore

Chiara Comoglio a DiarioTv: «la ditigopressione sui punti di fegato, intestino e stomaco possono eliminare il dolore da cefalea frontale»

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ROMA – La cefalea frontale è forse uno dei mal di testa più diffusi. E’ chiamata anche cefalea lobo frontale ed è caratterizzata da dolore – spesso pulsante – sulla parte anteriore della testa. Quindi su fronte e, nei casi più dolorosi, agli occhi. Nel video, la therapist Chiara Comoglio del London Holistic Centre di Londra, spiega come ridurre il dolore attraverso la semplice pressione delle dita in punti specifici del corpo.

Quali sono le cause della cefalea frontale?
Le cause possono essere davvero molteplici. La più comune è la disidratazione che porta i muscoli a contrarsi più del dovuto, specie in questa zona. Anche la tensione emotiva può provocare dolori molto forti a causa del maggior dilatamento dei vasi sanguigni, o per motivi più «meccanici» come lo stringere denti e mandibola. Altre cause frequenti sono la sinusite, lo sforzo dei muscoli oculari dovuti alla concentrazione eccessiva o alla mancanza di luce. Infine, ci sono anche casi gravissimi che portano altri sintomi, come il tumore al cervello.

I punti di digitopressione per la cefalea
«Il primo punto è stomaco 45 (ST-45) e si trova nel piede, alla base dell’unghia del secondo dito del piede. Una volta localizzato il punto si esercita una pressione e si fanno leggeri movimenti circolari», spiega Chiara Comoglio. Il trattamento deve avere la durata di circa un minuto e può essere ripetuto più volte durante la giornata. «Il secondo punto utile è fegato 3 (LV-3). Si trova tra il primo e il secondo dito del piede, a circa tre dita di distanza dalla base dell’alluce. Di norma il punto provoca molto dolore alla pressione». Infine, l’ultimo punto è grosso intestino 4 (LI-4) «come per fegato 3 è posizionato tra il primo e il secondo dito, ma questa volta della mano. Anche questo è un punto molto doloroso, quindi una volta localizzato va massaggiato con delicatezza».