24 maggio 2022
Aggiornato 04:30
Policlinico San Martino di Genova

Purificatori d'aria contro il covid nelle aule, lo studio

Uno studio sperimentale ha dimostrato che i purificatori d'aria «Aeramax Pro» eliminano il 99,9999% dei virus Sars-COV2 dagli ambienti chiusi con un solo passaggio di aria

Aula scolastica
Aula scolastica Foto: ANSA

Uno studio sperimentale, condotto dal Policlinico San Martino di Genova, ha dimostrato che i purificatori d'aria "Aeramax Pro" eliminano il 99,9999% dei virus Sars-COV2 dagli ambienti chiusi con un solo passaggio di aria, grazie a tecnologie intelligenti e brevettate, usate in esclusiva mondiale da Fellowes.

Per gli studiosi si tratta di un risultato che, unitamente ai progressi nella prevenzione e nella cura, può aiutare concretamente la ripresa in sicurezza delle attività scolastiche e lavorative, accelerando il ritorno alla normalità dopo il biennio pandemico. «La quarta ondata sembra oggi in parabola discendente, nel nostro Paese entrano in vigore nuove regole per i contagi a scuola, ma occorre ancora massima attenzione negli spazi al chiuso, primi fra tutti le classi e i luoghi di lavoro», sottolinea Alberto Izzotti, Professore di Igiene, Medicina Preventiva e Salute Pubblica presso l'Università di Genova e Direttore di Unità Operativa presso il Policlinico San Martino di Genova, presentando lo studio.

Già presente in 3.000 aule italiane

La ricerca ha misurato l'efficacia del sanificatore d'aria Aeramax Pro di Fellowes, già presente in più di 3000 aule italiane (250.000 in tutto il mondo), per l'eliminazione delle particelle del virus Sars-COV2 fluttuanti in ambienti indoor. La metodologia utilizzata per lo studio prevede la produzione di aerosol virale e il successivo passaggio dello stesso nel sanificatore; poi la raccolta a campione e la valutazione della carica virale infettante mediante coltura cellulare e analisi molecolare PCR.

L'emergenza Covid ha riportato alla luce il problema della salubrità dei luoghi pubblici, di studio o di lavoro, in un paese come l'Italia, dove molti di questi spazi sono allocati in edifici datati o storici che purtroppo non sono stati ottimizzati dal punto di vista della qualità dell'aria. «Molte scuole oggi si trovano nei centri di città con alti tassi di smog, dove è difficile o addirittura sconsigliabile aprire le finestre per cambiare aria - spiega Izzotti - La purificazione dell'aria va vista come azione imprescindibile per eliminare i batteri ed i virus aero-diffusibili. Non solo il virus Sars-COV2 ma molti altri agenti batterici che causano patologie gravi, quali morbillo, rosolia, tubercolosi o meningite. Per ridurre al minimo questa eventualità, secondo la scienza, ogni individuo dovrebbe avere a disposizione 32 metri cubi d'aria in una stanza, un valore praticamente impossibile da rispettare senza interventi di ampliamento strutturale».

Una buona pratica tutta marchigiana

La Regione Marche ha mostrato grande sensibilità circa il tema della sanificazione dell'aria a scuola, stanziando per prima in Italia 12 milioni di euro per l'acquisto di sistemi di purificazione e ventilazione meccanica. Una buona pratica tutta marchigiana che ha già accelerato il lavoro di alcuni istituti: il Liceo Scientifico «Galileo Galilei» di Macerata, oltre ad aver installato dei purificatori nelle aule, ha stretto una collaborazione con Fellowes, finalizzata al monitoraggio della qualità dell'aria nelle classi con o senza dispositivi di sanificazione, per l'intero anno scolastico. Sono stati installati all'interno dell'Istituto maceratese sette dispositivi nelle classi prime ed è stata riscontrata empiricamente una riduzione del 50% di particolato contaminante.