20 luglio 2019
Aggiornato 18:00
Anemia

Anemia, ecco l’app che «legge» le tue unghie e ti dice il tuo stato di salute

Uno scienziato della Emory University ha ideato un’app affidabile per il rilevamento dell’emoglobina nel sangue

L'app che ti dice i livelli di emoglobina nel sangue
L'app che ti dice i livelli di emoglobina nel sangue Shutterstock

L’anemia è una condizione medica più diffusa di quanto si pensi. Nonostante ciò, spesso passa inosservata. Può causare però sintomi abbastanza atipici come la debolezza e l’affaticamento causati da una carenza di ossigeno. Se tale carenza è molto elevata l’anemia può portare al danneggiamento di molti tessuti corporei. Per questo motivo è essenziale ottenere diagnosi mediche precoci e accurate. Molti di noi, tuttavia, evitano gli esami clinici se non hanno sintomi eclatanti. E per ovviare a questo problema alcuni scienziati hanno messo a punto un’app che permette di ottenere risultati rapidi e a casa propria.

Lettura delle unghie
L’app creata dai ricercatori della Emory University non legge la mano come fanno i cartomanti ma legge le unghie. Grazie a questa osservazione può fare una conta dei globuli rossi. L’idea è venuta a uno studente di ingegneria che aveva una malattia del sangue e permette di scansionare le foto scattate alle proprie unghie per rilevare la quantità di emoglobina nell’organismo.

Carenza di ferro
Spesso la carenza di ferro è solo temporanea – come nel caso delle donne durante il ciclo mestruale – ma altre volte può cronicizzarsi dando luogo a episodi di forte stanchezza. Se la condizione si aggrava tanto, si potrebbe mettere anche a repentaglio la propria vita se non vengono eseguiti al più presto trasfusioni di sangue. Ed è proprio il caso di Rob Mannino, lo studente di dottorato in ingegneria biomedica presso Emory ad Atlanta che ha dato vita all’app. Lui, infatti, è affetto dalla beta-talassemia. «Il trattamento per la mia malattia richiede trasfusioni di sangue mensili», racconta Mannino. 

Anche troppo può essere letale
Quando si soffre di tali malattie l’equilibrio è essenziale. Anche troppo ferro o emoglobina, infatti, potrebbe causare gravi problemi. Per questo motivo Mannino deve fare trasfusioni solo quado strettamente necessario. «I miei medici testerebbero di più i miei livelli di emoglobina se potessero, ma è una seccatura per me arrivare all'ospedale tra le trasfusioni per ricevere questo esame del sangue. Al contrario, i miei medici devono attualmente valutare quando avrò bisogno di una trasfusione, sulla base delle mie tendenze dei livelli di emoglobina», continua Mannino.

Un topo da laboratorio
Mannino si è trasformato in un vero e proprio topo da laboratorio eseguendo test e ricerche per identificare il livello di emoglobina attraverso una semplice foto. Ben presto scoprì che le unghie – non contenendo melanina – erano le uniche vere e affidabili indicatrici della quantità di emoglobina. Lui era la persona giusta – a causa della sua condizione medica – che potesse testare in maniera ottimale l’app. «In sostanza, era il soggetto di test iniziale perfetto per ogni iterazione con l'app», spiega il dottor Lam.

I test
La fase successiva è stata quella di testare l’app su altre persone, insieme al team del dottor Lam. I risultati ottenuti si sono dimostrati affidabili allo stesso modo di un semplice esame del sangue ma in maniera decisamente più invasiva. «Questa è solo un'istantanea dell'accuratezza in questo momento. L'algoritmo diventa più intelligente con ogni paziente iscritto», spiega Lam.

Ci vorrà sempre un medico
Gli scienziati ricordano che nonostante l’app sia particolarmente affidabile c’è sempre bisogno del consulto di un medico ed eventuali approfondimenti diagnostici, ma di certo è un ottimo inizio.  «Tutti gli altri strumenti di rilevamento dell'anemia point-of-care richiedono attrezzature esterne e rappresentano un compromesso tra invasività, costi e accuratezza. Si tratta di un'app standalone la cui accuratezza è pari a quella dei test point-of-care attualmente disponibili senza la necessità di prelevare il sangue. L'app potrebbe essere particolarmente utile per le donne in gravidanza o in periodo mestruale e particolarmente inclini all'anemia», concludono gli scienziati. La ricerca è stata resa possibile grazie a un finanziamento della National Science Foundation (Graduate Research Fellowship DGE-1650044 e Southeastern Nanotechnology Infrastructure Corridor 1542174), dal 2017 Massachusetts General Hospital Primary Care Technology Prize e dal National Institutes of Health (R21 EB025646).

Fonti scientifiche
[1] Smartphone app for non-invasive detection of anemia using only patient-sourced photos - Robert G. Mannino, David R. Myers, Erika A. Tyburski, Christina Caruso, Jeanne Boudreaux, Traci Leong, G. D. Clifford & Wilbur A. Lam – Nature Communications