16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

La depressione si cura con i funghi magici

La psilocibina, il principio attivo dei funghi magici potrebbe presto diventare un trattamento per la depressione e un’alternativa agli psicofarmaci

Depressione
Depressione (Antonio Guillem | shutterstock.com)

La depressione è un male che colpisce circa 40 milioni di persone in tutto il mondo. Allo stato attuale, le uniche risorse di trattamento tradizionale sono gli psicofarmaci e la psicoterapia. Tuttavia, circa il 10-30% dei pazienti non risponde a questi trattamenti, mentre altri pagano il prezzo degli effetti collaterali – anche pesanti – degli psicofarmaci. Nella ricerca di alternative più efficaci, e con meno effetti indesiderati, sono molte le ricerche che si sono focalizzate sul principio attivo dei cosiddetti funghi magici, la psilocibina. Che presto potrebbe diventare la cura ‘alternativa’ per la depressione.

La psilocibina
Come detto, è il principio attivo presente nei funghi magici. E’ un composto di profarmaco psichedelico presente in natura, che viene prodotto da oltre 200 specie di funghi. Considerata alla stregua di allucinogeni come l’LSD (e dunque vietata anche in ambito medico), ora la psilocibina potrebbe presto raggiungere uno status legale che si potrà utilizzare per il trattamento della depressione difficile da trattare. A dare l’annuncio del probabile e imminente utilizzo di questa sostanza per il trattamento della depressione è la società britannica Compass Pathways, la quale ha comunicato che è stata loro assegnata la designazione Breakthrough Therapy dalla Food and Drug Administration (FDA) per le loro ricerche e studi clinici con la psilocibina. Secondo l’azienda, questo stato delle cose farebbe accelerare l’approvazione della terapia basata sulla psilocibina.

Come si usa
Negli studi condotti dai ricercatori la psilocibina viene usata in microdosi, ossia dosi che in genere sono più basse del dosaggio utilizzato per l’abuso ‘ricreativo’. Le microdosi permettono tuttavia di valutare gli effetti della sostanza su condizioni come ansia e depressione. Già diversi e precedenti studi pilota condotti nel Regno Unito e negli Stati Uniti hanno dimostrato che questo principio attivo può aiutare i pazienti con depressione che non hanno risposto ad altri trattamenti.

Tempi maturi
Lo studio di Fase 2 condotto dai ricercatori della Compass Pathways ha già ricevuto il riconoscimento della FDA nell’agosto scorso. Il nuovo status assegnato dalla FDA ridurrebbe del 50% il tempo di approvazione per la terapia basata sulla psilocibina: un grande vantaggio se si pensa che di solito un farmaco può richiedere circa 12 anni per essere approvato. La versione sintetica della psilocibina, prodotta in laboratorio dall’azienda britannica, verrà testata il prossimo anno in trial sull’essere umano che si svolgeranno in diversi Centri del Canada e dei Paesi Bassi. I nuovi trial si basano sul successo ottenuto nel 2016 con uno studio pilota, in cui i pazienti con depressione hanno ottenuto molti benefici, mostrando un calo del 61% della gravità dei sintomi.
«Questa è una grande notizia per i pazienti – ha dichiarato George Goldsmith, presidente esecutivo di Compass – Siamo entusiasti di portare avanti questo lavoro con il nostro studio clinico sulla terapia con psilocibina per la depressione resistente al trattamento. La FDA lavorerà a stretto contatto con noi per accelerare il processo di sviluppo e aumentare le possibilità di ottenere questo trattamento il più rapidamente possibile per le persone che soffrono di depressione».