20 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Avrai un attacco cardiaco? Saliva e sangue possono predirlo (con soli 45 euro)

Con soli 45 euro e un piccolo campione di saliva (o sangue) chiunque potrà sapere se avrà o meno un attacco cardiaco
Un campione di saliva per predire il rischio di infarto
Un campione di saliva per predire il rischio di infarto (B-D-S Piotr Marcinski | Shutterstock)

Un programma di screening che molti attendevano da tempo e che consentirà di conoscere il reale rischio che si incorre nell’avere un attacco cardiaco. E non stiamo parlando solo di una probabilità di evento cardiovascolare a breve termine ma di un esame che si potrà fare – fin dall’infanzia - prelevando un semplice campione di sangue o saliva. Per arrivare a una simile precisione alcuni scienziati pensano di esaminare il DNA a costi decisamente contenuti.

Un test genetico rivoluzionario
Da quando è possibile eseguire test genetici la scienza ha scoperto che si possono ottenere centinaia, se non migliaia, di informazioni. Ecco perché alcuni ricercatori sono riusciti a scoprire un metodo rivoluzionario per individuare – anche decenni prima -  i soggetti che potrebbero avere un infarto. A fare questa importante scoperta sono stati alcuni scienziati di Cambridge e Leicester, i quali hanno scoperto che un quinto della popolazione britannica -ovvero ben 13 milioni di persone - ha un rischio significativamente più elevato di subire un attacco cardiaco a causa della loro costituzione genetica. Lo studio è stato coordinato dal famoso cardiologo Sir Nilesh Samani, dell'Università di Leicester, e ha coinvolto ben 500.000 cittadini britannici.

Economico e utile
Il test genetico si potrebbe ottenere con una modica spesa (circa 40 sterline, 45 euro) e quindi sarebbe alla portata di tutti. Eseguendolo con largo anticipo, inoltre, si potrebbero apportare i corretti cambiamenti allo stile di vita, prima ancora che si manifestino i sintomi premonitori. In questo modo si potrebbe prolungare la durata della vita evitando, ritardando la comparsa di un attacco cardiaco o riducendone la pericolosità. La scoperta potrebbe per sempre rivoluzionare il modo di concepire la prevenzione cardiologica. D’altro canto, anche Matt Hancock ha recentemente dichiarato che i test genetici diventeranno una routine nei prossimi anni. «I progressi nella previsione genomica hanno portato la lunga storia dello screening del rischio di malattie cardiache in un momento critico. Ora possiamo essere in grado di prevedere, pianificare e possibilmente evitare una malattia con una morbilità e una mortalità sostanziali», ha dichiarato il dottor Michael Inouye dell'Università di Cambridge.

Esami di routine
«Sono incredibilmente entusiasta del potenziale di questo tipo di tecnologia per migliorare la diagnosi e il trattamento per i pazienti per aiutare le persone a vivere vite più lunghe e più sane - una parte vitale del nostro piano a lungo termine per il SSN», ha dichiarato Hancock.

Lo studio
Durante lo studio, il team di ricerca, ha preso in esame 1,7 varianti genetiche in maniera da fornire a ogni individuo un reale rischio genetico che identificasse le probabilità di avere un infarto. Dai risultati è emerso che le persone che avevano i punteggi superiori al 20% avevano anche oltre 4 volte il rischio di subire un attacco cardiaco. A tutto ciò si aggiungono, ovviamente, eventuali fattori esterni che ne aumentano ancor di più le probabilità come il fumo, l’alcol e la sedentarietà. I risultati dello studio sono stati pubblicati ieri sul Journal of American College of Cardiology.